Imprese, previsti 10.900 contratti in tre mesi

Da settembre a novembre un aumento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo 2018. Il numero maggiore di entrate nei servizi. Aumentano le difficoltà nel reperire alcune figure professionali

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REGGIO EMILIA – Saranno oltre 10.900 i contratti che le aziende reggiane dell’industria e dei servizi intendono attivare nel trimestre settembre-novembre di quest’anno, lo 0,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2018.

La quota più consistente – 4.450 entrate, pari al 41% dei rapporti di lavoro del trimestre – dovrebbe riguardare il mese corrente: quello di settembre – sottolinea l’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia che ha analizzato i dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere-ANPAL con la collaborazione delle Camere di Commercio – è il dato più alto degli ultimi dodici mesi se si esclude la punta di gennaio 2019, quando i contratti previsti erano poco più di 6 mila.

Oltre il 60% delle nuove entrate riguarda imprese di piccola dimensione, ovvero fino a 49 dipendenti, all’interno delle quali otto ingressi su dieci saranno coperti da contratti di lavoro dipendente e, nel 15% dei casi, da contratti di somministrazione. Delle 4.450 entrate complessive previste nelle aziende di piccole dimensioni, il 48% – quota percentuale in crescita rispetto ad un anno fa – sarà stabile, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 52% dei casi si tratterà di contratti a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

Quanto alla ripartizione per settori, crescono gli ingressi ipotizzati per il comparto manifatturiero che passano da 1.630 del settembre 2018 ai 1.720 di quest’anno, con un incremento del 5,5%; in aumento anche quelli nelle costruzioni (40 unità in più). Nel settore industriale, comprese le costruzioni, a trainare la domanda di lavoro sono i comparti delle industrie meccaniche ed elettroniche (il 27,9% del totale del settore secondario e in aumento del 6,7% rispetto all’anno scorso), seguite da quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (18,6%) e del settore edile (18%).

In due casi su tre le entrate previste si concentreranno, come è ormai consuetudine, nei servizi, che registrano però, complessivamente, una flessione dell’1,8% rispetto a settembre 2018. I nuovi ingressi previsti dagli imprenditori della provincia di Reggio Emilia nel settore dovrebbero così essere 2.740.

Oltre alla filiera turistica (servizi turistici, alloggio e ristorazione) – nella quale si prevedono 780 nuovi contratti, con una crescita del 5,4% rispetto al settembre 2018 – sono previsti significativi aumenti nel commercio (+7%), nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (+4,3%) e nei servizi avanzati di supporto alle imprese (30 contratti in più).

Non poche, anche in questo periodo, le difficoltà da parte delle aziende reggiane nel reperire le figure professionali richieste: il 37% delle entrate previste risulta, infatti, non facile da trovare, con un incremento, rispetto a settembre 2018, di 9 punti percentuali. Progettisti, ingegneri e professioni assimilate, tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, operai specializzati nelle industrie chimiche e della plastica sono le professioni più difficili da reperire, con percentuali superiori al 50% se non addirittura al 60%.

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