Imprese, contratto tute blu sotto esame 350 volte

Prima piattaforma unitaria dal 2012 presentata a 10mila lavoratori

REGGIO EMILIA – Sono circa 350 le assemblee sindacali unitarie che inizieranno a giorni nelle aziende metalmeccaniche della provincia di Reggio Emilia. L’obiettivo e’ coinvolgere quasi 10.000 lavoratori (in 300 posti di lavoro) a cui verra’ presentata la nuova piattaforma messa a punto da Cgil, Cisl e Uil, in vista del rinnovo del contratto di settore, vigente dal 2020 al 2022. A spiegarne i contenuti sono questa mattina i segretari provinciali di categoria della Fiom, Simone Vecchi e della Uilm Iacopo Scialla, insieme ad Haziz Sadid in rappresentanza della Cisl.

“Si tratta – sottolineano innanzitutto – della prima piattaforma unitaria da quella presentata nel 2007 e firmata nel 2008, che sara’ accompagnata da un importante percorso democratico tra i lavoratori”. Con riferimento alle assemblee, per cui si prevede anche un importante sforzo organizzativo, “faccio presente che non sono molte le organizzazioni o i movimenti o i partiti con un tale livello di pratica democratica”, dice Simone Vecchi. In piu’, aggiunge il segretario della Fiom reggiana, “saranno gli stessi lavoratori che, con il loro voto, decideranno a maggioranza se le nostre rivendicazioni vanno bene o meno: e’ anche una clausola contro gli accordi separati tra le tre organizzazioni”. Il termine per il voto finale “certificato” sulla piattaforma e’ fissato per il 15 ottobre.

Nel merito dei punti delle richieste sindacali interviene il segretario della Uilm Iacopo Scialla, che premette: “Non parliamo di una somma delle istanze di Cgil, Cisl e Uil, ma di un sistema che mette a sintesi le necessita’ che sono emerse per i lavoratori dal concetto di industria 4.0”. Nello specifico le “tute blu” chiedono un aumento salariale (di 145 euro nel triennio) e di “ridurre al massimo la precarieta’, favorendo le stabilizzazioni e limitando i contratti di somministrazione e a termine”.

Altre proposte riguardano l’equiparazione delle condizioni contrattuali tra i dipendenti assunti e in appalto, il sostegno alla genitorialita’ da parte delle imprese, e il potenziamento della formazione anche in tema di sicurezza. “Con Federmeccanica sara’ un confronto lungo e complicato- prevedono i sindacati- ma abbiamo intenzione di andare fino in fondo”. Tra la principali aziende metalmeccaniche della provincia di Reggio: Argo Tractors e Landini (1300 addetti circa), Dana e Walvoil (un migliaio) Immergas (600) e Corghi (450).