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Governo, il Senato vota la fiducia con 169 sì

Conte replica a Salvini: "Arroganza da chi chiedeva pieni poteri". Il leader leghista: "Siete minoranza"

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REGGIO EMILIA – Anche il Senato ha votato la fiducia al governo Conte bis. I sì sono stati 169, i no 133 e 5 gli astenuti. I senatori hanno dato il via libera al nuovo esecutivo dopo avere dibattuto tutto il pomeriggio e ascoltato la replica del presidente del Consiglio. Soddisfatto il segretario del Pd Nicola Zingaretti che twitta: “Ora inizia la grande sfida: cambiamo insieme l’Italia #Senato #fiducialgoverno”.

A Palazzo Madama oggi si è consumato anche l’ennesimo duello fra Giuseppe Conte e Matteo Salvini. Il leader leghista ha attaccato il premier in aula, accusandolo di “poltronismo” e di subalternità all’Europa, oltre che di mancanza di stile. Conte gli ha risposto, rinfacciandogli l’arroganza per aver chiesto i “pieni poteri” con l’idea di portare il Paese alle elezioni un maniera unilaterale.

“Poi con calma – ha attaccato Conte – nelle prossime settimane spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane”. “Senza onore”. Così alcuni senatori leghisti hanno urlato interrompendo piu’ volte la replica del presidente del Consiglio, che aveva parlato della decisione presa dalla Lega “unilateralmente” l’8 agosto di ‘avviare’ la crisi di governo. Sono seguiti cori: Dignità, dignità!”, scanditi battendo le mani sui banchi.

“Evocate spesso il concetto di dignità: è molto importante anche sul piano giuridico, diritto fondamentale della persona. Ma la dignità per quanto riguarda il ruolo e le funzioni del presidente del Consiglio non possono essere riconosciute o meno a seconda che lavori al vostro fianco o meno. Ero l’alfiere degli interessi nazionali fino a ieri e oggi scopro che non lo sono mai stato. La dignità mi può derivare solo dal fatto di servire con disciplina, onore, massimo sforzo e determinazione gli interessi del mio Paese”.

“Quando ragioniamo di un taglio del cuneo fiscale a totale vantaggio dei lavoratori – ha detto ancora il premier – è perché non vogliamo prendere in giro gli italiani e siamo consapevoli che le risorse in manovra, puntando noi a bloccare l’aumento dell’Iva, scarseggeranno, ma in prospettiva ci auguriamo di avere maggiori risorse anche a favore delle imprese”.

“Non la invidio – aveva detto Matteo Salvini parlando a nome della Lega – presidente Conte-Monti. Si vede uno quando ha il discorso che gli viene da dentro e quando uno deve eleggere un compitino a cui non crede neanche lui. Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Renzi, Monti”. “Torno a casa con una poltrona di meno, ma con tanta dignità in più. Lascio voi – aggiunge – a giudicare se questa operazione è di verità, e di coscienza: milioni di italiani non la pensano così”. “Siamo pubblici dipendenti – ha detto Salvini – dovremmo essere contenti di essere giudicati dai nostri datori di lavoro: chi non vuole passare dal voto vuol dire che non ha la coscienza a posto”.

“Noi antidemocratici abbiamo messo sul tavolo sette ministeri per andare a votare. Abbiamo sottovalutato la fame di poltrone”, ha detto.

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