Gazzini, l’ultimo dei librai che amava i viaggi e la politica

Reggio perde una persona colta, mite e di fermi principi: doti rare di questi tempi

REGGIO EMILIA – Ivo Gazzini è stato un grande libraio, di quelli di una volta. Quelli che conoscevano i loro clienti e, quando entravi nel loro negozio, sapeva già che gusti avevi e ti consigliava le nuove uscite o autori, classici e non, che intuiva ti sarebbero piaciuti. Tu ti fidavi e lui, ovviamente a memoria, andava a prenderti quello che era sicuro che non ti avrebbe deluso. Quasi sempre aveva ragione.

Chi scrive, da appassionato di teatro, andava spesso nella sua libreria dove sapeva di poter trovare riviste specializzate sull’argomento. E la visita diventava anche un’occasione di confronto sugli ultimi spettacoli che avevamo visto al Valli o all’Ariosto. Alla cassa c’era la moglie, Maura, gentile e colta come lui. Ma Gazzini era anche un grande appassionato di viaggi.

Capitava spesso di incontrarlo, appena tornato in Italia, e lui ti raccontava dei luoghi che aveva visto e delle persone che aveva incontrato. Come quando, anni fa, mi raccontò di una serata passata in un’osteria sul lago di Van, nel Kurdistan turco, dove, improvvisamente, i commensali iniziarono a cantare Bella Ciao.

Anni prima avevo fatto anche io quel viaggio. La capacità di raccontare quei luoghi e la conoscenza, anche politica, della vicende che li attraversavano, mi confermò la sua grande cultura e sete di conoscenza. Con lui se ne va una bella persona. Reggio perde una persona colta, mite e di fermi principi. Doti rare di questi tempi.