Furti di carburante, la Scat lancia l’allarme

Dopo che diciottomila litri di combustibile sono spariti nella notte nell'impianto di Arceto

REGGIO EMILIA – Diciottomila litri di carburante spariti nella notte per un valore di 25mila euro, più i danni all’impianto. I ladri, con un grosso mezzo autocisterna, sono andati nel distributore Scat di Arceto durante la notte, hanno messo dei birilli da cantiere per far sembrare che fosse in corso un’attività di manutenzione e poi, con un grosso tubo, hanno aspirato il carburante dopo aver forzato i chiusini e se non sono andati con il bottino. Nove mesi fa avevano colpito un distributore Scat a Cavazzoli esattamente nello stesso modo.

Andrea Salsi, vicepresidente di Assopetroli-Assoenergia e presidente della Scat, lancia l’allarme: “A Reggio Emilia e Modena ci risulta che si stiano verificando furti analoghi. Oltre all’elevatissimo danno economico e agli impianti, c’è una grave questione di sicurezza su cui vogliamo sensibilizzare tutti: istituzioni e forze dell’ordine. Prelevare combustibile forzando gli impianti e trasportarlo su strada con mezzi non idonei è pericoloso per le persone, gli automobilisti e per i possibili danni ambientali. I nostri mezzi e i nostri operatori quando maneggiano il carburante rispettano tutte le norme di sicurezza del settore, ovviamente i ladri no”.

Secondo Salsi “esiste un mercato parallelo e illegale che vende questo prodotto e c’è qualcuno che illegalmente lo compra”.

Scat sta rispondendo aumentando le misure di sicurezza. Spiega il presidente della Scat: “I nostri impianti sono già dotati di telecamere e sistemi di allarme delle colonnine automatiche per il pagamento che, in passato, erano il principale obbiettivo dei ladri. Ora stiamo attuando, in 20 impianti, un massiccio e costoso piano di investimento per allarmare ogni chiusino o condotta che colleghi con il carburante. Collegando il tutto ad un “cervellone informatico centrale” che rileva il calo anomalo del carburante e attiva i vari sistemi di protezione”.

E conclude: “Dall’altro lato però chiediamo aiuto alle forze dell’ordine per contrastare questo tipo di furti che, ribadiamo essere pericolosi per ciò che potrebbe accadere. Per rubare grandi quantità di carburante servono grossi mezzi, attrezzature, più persone, ore di tempo, per questo auspichiamo maggiore attività di indagine per riuscire a catturare i colpevoli da parte delle forze dell’ordine. A farne le spese spesso sono gli stessi gestori dell’impianto, persone che svolgono un duro lavoro vanificato da furti di questo tipo”.