Chierici, al via il bicentenario per le celebrazioni foto

Si inizia con un convegno scientifico internazionale in programma dal 19 al 21 settembre nella sala del Tricolore

REGGIO EMILIA – A pochi giorni dall’anniversario dei 200 anni della sua nascita (il 24 settembre 1819) Reggio Emilia si prepara a celebrare uno dei suoi piu’ illustri concittadini. Si tratta di Gaetano Chierici, sacerdote e scienziato, ricnosciuto il fondatore e padre della paletnologia italiana. Come archeologo introdusse nello studio della preistoria il metodo degli scavi stratigrafici e scopri’ i primi villaggi dell’eta’ della pietra (nell’appennino reggiano), contribuendo notevolmente allo studio delle terramare e all’identificazione dell’eta’ del rame come periodo compreso tra neolitico ed eta’ del bronzo.

Fondo’ i musei della sua citta’ natale conferendovi un’impronta scientifica ancora oggi tutelata e studiata e diede vita alla sezione del Cai (Club alpino italiano) dell’Enza. Si distinse anche in politica come, esponente di spicco del Risorgimento, di fede giobertiana. Alla sua poliedrica figura e’ dedicato a Reggio un programma di celebrazioni spalmato nell’arco di un anno, che inizia con un convegno scientifico internazionale in programma dal 19 al 21 settembre nella sala del Tricolore.

In autunno partira’ poi un ciclo di escursioni e iniziative culturali nei luoghi della provincia di Reggio Emilia dove lo scienziato svolse attivita’ di scavo. Infine da dicembre si terra’ una mostra declinata in un’edizione reggiana al palazzo dei musei e successivamente al museo delle civilta’ di Roma, copromotore dell’iniziativa.

“Chierici e’ stata una delle figure piu’ importanti della storia della citta’. Tanto nella sua funzione di religioso che di scienziato ha fornito un contributo di altissimo livello al dialogo tra fede e scienza ed e’ stata una persona profondamente cosciente dei cambiamenti della propria epoca”, ricorda il sindaco Luca Vecchi.

“Nel ripercorre il senso della sua opera- aggiunge- e’ possibile trovare spunti interessanti, utili per il lavoro dei nostri musei che negli ultimi anni si son caratterizzati per un impegno teso tra tradizione, innovazione e sperimentazione. In questo ci lascia un’eredita’ importante che ci permette di affrontare il cambiamento con uno sguardo al futuro”.

I “nostri musei- aggiunge l’assessore alla Cultura Annalisa Rabitti- non sono solo un luogo di conservazione, ma un luogo speciale, un laboratorio aperto alla citta’ in cui lavoriamo per sviluppare la cittadinanza attiva con oltre 20mila bambini e ragazzi che li frequentano ogni anno. Anche in questo caso dunque la didattica e l’approfondimento su Chierici avranno un ampio spazio dedicato”.