Cadè, la birra non è calda: cliente pesta la barista e semina il panico

Arrestato per tentato omicidio un marocchino trentenne che ha mandato all'ospedale una 46enne cinese e poi ha aggredito con una mazza le persone intervenute a difenderla cercando pure di investirle con l'auto

REGGIO EMILIA – Ha picchiato la barista, mandandola all’ospedale, perché gli ha servito una birra calda. L’aggressore è un marocchino di 39 anni, Abdeljalil Kadcha, residente a Potenza, con precedenti per reati contro il patrimonio, che poi è fuggito, ma è stato fermato e arrestato dai carabinieri. E’ successo ieri mattina alle 5 al bar di Cadè sulla via Emilia, all’angolo con via Castello.

I gestori cinesi del bar di Cadè stavano aprendo la loro attività. Il marito è tornato a casa, lasciando nell’esercizio la moglie di 46 anni, Qi Chijuan. A quel punto (la scena è stata ripresa dai filmati delle telecamere) il  marocchino è entrato e ha chiesto una birra calda. La donna gli ha risposto che l’aveva solo fredda e ha appoggiato la birra sul bancone. L’uomo, arrabbiato, ha dato una manata alla bottiglia, facendola cadere.

Poi è uscito con la barista che ha preso uno scopettone e lo ha inseguito intimandogli di pagare. Il marocchino, apparentemente, se n’è andato, ma, in realtà, è tornato poco dopo e ha spinto la donna contro il muro iniziando un vero e proprio pestaggio. Le urla della barista hanno fatto arrivare il proprietario delle mura del bar, un 65enne reggiano che abita lì vicino, mentre, nel frattempo, la moglie affacciata alla finestra chiamava il 112.

Sul posto è arrivato anche il marito della donna cinese. Il fornaio a fianco è uscito e ha telefonato al 113. Il 65enne ha fermato un magrebino che passava in bici e gli ha chiesto un aiuto: i due uomini si sono messi a tirare per la maglia il marocchino che era sopra la barista e sono riusciti a liberarla dalla furia del marocchino che tuttavia, non pago, ha preso una mazza e si è scagliato contro i due uomini  e poi se l’è presa di nuovo contro la barista, colpendola più volte sulle braccia e sulle gambe.

Li ha anche minacciati di morte. Poi si è allontanato. Sembrava finita lì. Invece l’immigrato si è messo al volante di una Peugeot Station Wagon, è tornato e ha lanciato la vettura contro l’entrata del negozio, abbattendo sedie e un tavolino e colpendo lo spigolo della facciata. Poi ha tentato, per fortuna senza riuscirci, di investire le persone. Quando ha sentito le sirene delle forze dell’ordine è scappato. La barista 46enne, sanguinante da una gamba e dolorante al braccio, è stata portata in ambulanza al pronto soccorso: quaranta giorni di prognosi per lei.

I carabinieri, arrivati sul posto, hanno ottenuto subito, grazie ai numerosi testimoni, il numero di targa della Peugeot Station Wagon del fuggitivo che, nel frattempo, stava viaggiando ad alta velocità verso Reggio.

Raggiunto dalla pattuglia dei carabinieri e trovata la strada sbarrata dalle volanti della Polizia, il marocchino non ha esitato a speronare l’autoradio perdendo, a causa dell’impatto, il controllo del suo mezzo. Non contento di quanto aveva già causato e con l’auto non andava più a causa del sinistro ha tentato ancora la fuga a piedi, ma è stato raggiunto dai militari dell’Arma e da quelli della Polizia che sono riusciti ad immobilizzarlo. Accompagnato in caserma l’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio plurimo, lesioni personali dolose e aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.