Affidi Bibbiano, verso l’archiviazione la posizione di Scarpati

Dopo la decisione del Riesame potrebbe cadere l'accusa di abuso d'ufficio e quindi il legale potrebbe uscire dal processo

REGGIO EMILIA – Dopo la decisione del tribunale del Riesame, che ha rigettato da la richiesta del pm Valentina Salvi di ulteriori misure cautelari (gli arresti domiciliari) nei confronti dell’avvocato Marco Scarpati e di altri indagati, ora potrebbe aprirsi la strada della archiviazione e conseguente uscita dall’inchiesta per il legale reggiano.

La richiesta di arresti domiciliari è stata infatti rigettata solo per quel che riguarda il presunto abuso d’ufficio. Secondo il tribunale del Riesame gli incarichi conferiti singolarmente con apposite determine all’avvocato Scarpati per la difesa dei minori sono considerati leciti, sia prima che dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti.

Così come il bando del 2016 per l’assegnazione, sempre a Scarpati, dell’incarico di consulente legale dell’Unione, non costituendo quindi quello che tecnicamente viene definito un danno ingiusto nei confronti della pubblica amministrazione, tipico nei casi di abuso d’ufficio.

Questo potrebbe far propendere il pm Valentina Salvi per un’archiviazione della posizione di Scarpati, determinando così la sua uscita dall’inchiesta.

Restano invece in piedi le accuse per gli altri indagati: Federica Anghinolfi (dirigente del Servizio sociale della Val d’Enza), Andrea Carletti (come delegato alle Politiche sociali dell’Unione Val d’Enza), Nadia Campani (responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Unione) e Barbara Canei (istruttore direttivo amministrativo del Servizio sociale dell’Unione).