Si stringe la rete intorno all’assassino della barista Stefania

L'assassino è braccato nell'area a nord di Reggio. Si seguono le sue tracce anche con i cani molecolari. Movente: sempre più plausibile l'ipotesi del femminicidio per "punire" un rifiuto della giovane

REGGIO EMILIA – L’assassino della barista Stefania Hui Zhou, 24 anni, è ancora in fuga. Grazie ai cani molecolari e a ricerche “aeree”, nelle scorse ore era stato individuato il suo nascondiglio in una area di bassa vegetazione in Zona Annonaria, ma il marocchino 34enne Hicham Boukssid è riuscito nuovamente a far perdere le proprie tracce. Le battute di ricerca della polizia di Stato, a cui ora partecipano anche i carabinieri, sono estese a tutta la periferia reggiana, in particolare nell’area nord tra la ferrovia e la tangenziale. L’omicida potrebbe essersi nuovamente nascosto, magari tra i cespugli lungo il Crostolo. Senza cibo, probabilmente scalzo, braccato, non dovrebbe andare lontano.

Intanto si va definendo il probabile movente. Come avevamo ipotizzato l’uomo si sarebbe invaghito della bella e giovane barista che lo serviva quando andava al bar Moulin Rouge. Una ragazza solare, che lui avrebbe anche molestato. Ma Stefania lo avrebbe respinto. Da questo “affronto” la decisione di Hicham Boukssid di farla pagare alla giovanissima donna. Un femminicidio in piena regola, messo in atto da un uomo che ha fallito in tutto il proprio progetto migratorio: senza lavoro, senza tetto, costretto a vivere di espedienti ai margini, brutale e brutto, due volte espulso dall’Italia ma mai uscito dal nostro territorio nazionale. La povera Stefania, respingendolo, sarebbe stata il capro espiatorio di tutti gli insuccessi e le sconfitte di Hicham Boukssid.

Stando alla testimonianza di un cliente che era presente all’interno del ‘Moulin Rouge’, Hicham Boukssid sarebbe entrato come una furia brandendo un grosso coltello. Poi, pronunciando parole incomprensibili (probabilmente in arabo), si sarebbe scagliato sulla ragazza dietro al bancone, sferrandole 7-8 colpi e finendola per poi scappare a piedi.

Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Marco Marano.