Minori, Comune Mirandola: “Nessun incarico a psicologa indagata”

I servizi sociali: "Consulenza annullata dopo notizie su inchiesta"

REGGIO EMILIA – I servizi sociali di Mirandola, Comune dell’Unione Area Nord di Modena, non hanno assegnato nessun incarico alla psicoterapeuta Nadia Bolognini, che in quel momento era sottoposta agli arresti domiciliari per il coinvolgimento nell’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi illeciti in val d’Enza.

A proposito del documento che attesta la consulenza, scovato dai consiglieri modenesi di Forza Italia e datato 3 luglio (le misure cautelari disposte dalla Procura di Reggio Emilia risalgono al 27 giugno), l’Unione dei Comuni precisa infatti che “proprio a seguito delle notizie relative all’inchiesta giudiziaria, con decisione congiunta del servizio Minori e del servizio di Neuropsichiatria dell’Ausl di Modena, in data 2 luglio e’ stata annullata l’integrazione del progetto e, conseguentemente, della retta”.

La data del 3 luglio riportata sulla determina di affidamento dell’incarico, si difendono i Comuni, “e’ posta in automatico dal sistema di gestione degli atti e si riferisce al momento della conclusione dell’intero procedimento con le operazioni contabili effettuate dal servizio di Ragioneria”. A tale atto pero’ “non e’ stata data alcuna esecuzione in quanto sospeso nei suoi effetti due soli giorni lavorativi dopo la notizia dell’inchiesta in corso”.

Ricostruendo l’iter del provvedimento si specifica che la determina si riferisce ad un intervento sanitario ad integrazione del progetto relativo ad un minore, di cui l’Unione Comuni Modenesi Area Nord e’ tutore, collocato presso una struttura familiare con provvedimento dell’autorita’ giudiziaria.

L’integrazione si era resa necessaria a seguito della diagnosi del servizio di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda Usl di Modena (distretto di Mirandola) da cui si evinceva la necessita’ di cure psicoterapiche, da effettuarsi possibilmente nelle vicinanze del territorio in cui la minore era ospitata. Il servizio Minori, ha quindi verificato la disponibilita’ della comunita’ familiare ospitante, che nella sua carta dei servizi prevedeva la possibilita’ di inserire eventuali percorsi psicoterapeutici nelle prestazioni extra retta.

“Non si tratta dunque di un ‘affidamento mascherato’ ma di una integrazione della retta possibile per cifre contenute”, sottolinea l’Unione Area Nord. La terapia con la stessa professionista che aveva gia’ seguito il caso (Nadia Bolognini) era prevista a decorrere dal primo settembre prossimo con una integrazione della retta pari a 17 euro al giorno. Dunque “il 24 giugno 2019, quando ancora non erano note le notizie relative al coinvolgimento della dottoressa Bolognini nell’inchiesta di Bibbiano, e’ stato predisposto l’atto di impegno di spesa, che ha poi seguito l’iter burocratico predefinito”.

Ma “proprio a seguito delle notizie emerse giovedi’ 27 giugno, immediatamente, martedi’ 2 luglio, e’ stata annullata l’integrazione del progetto con revoca dell’adeguamento della retta per psicoterapia e individuazione di un percorso alternativo per garantire al minore le cure necessarie”.

Alla determina insomma, “non e’ stata data alcuna esecuzione e conseguentemente non ha fatto seguito alcuna spesa aggiuntiva”, garantisce l’Unione dei Comuni. Ribadendo infine che “nel caso in cui, dalle verifiche gia’ avviate, dovessero emergere condotte inappropriate da parte del personale che ha gestito il procedimento in questione, queste troveranno adeguata risposta”.