Il Ministro: “Obbligo di maggior controllo per i tribunali per i minori” foto

Alessandra Locatelli ha incontrato il Prefetto, il comandante provinciale dei Carabinieri, e mamme a cui sono stati i tolti i bambini (fatti indagati in Angeli e Demoni) da cui la titolare del ministero della Famiglia ha raccolto testimonianze

REGGIO EMILIA – Verifiche caso per caso su tutte le segnalazioni di presunti abusi da parte dei servizi sociali nelle procedure di affidamento dei minori. Sono previste da un protocollo siglato tra i ministeri della Famiglia e dell’Interno, annunciato dal ministro Matteo Salvini nella sua visita a Bibbiano, e confermato ieri a Reggio dal ministro Alessandra Locatelli.

Nel pomeriggio l’esponente del Governo ha incontrato alcune delle mamme a cui sono stati i tolti i bambini (fatti finiti sotto la lente della Procura reggiana nell’inchiesta Angeli e Demoni) da cui la titolare del ministero della Famiglia ha raccolto testimonianze e contatti.

“Ho preso alcuni dei nomi e dei biglietti che mi hanno lasciato perché con il ministro Salvini abbiamo stretto un protocollo di intesa tra il dipartimento della Famiglia, il mio ministero, e quello dell’Interno e intendiamo analizzare caso per caso tutte le segnalazioni che ci arrivano. Ho preso i nomi a titolo di segnalazioni perché quotidianamente arrivano mail di persone che vogliono raccontare la loro storia”. Prima di tutto pero’, sottolinea Locatelli, “la mia è una visita istituzionale.
Intendo sentire raccontare i fatti che sappiamo direttamente dalle istituzioni, non solo leggendoli sui giornali. Ho avuto l’occasione di parlare con queste mamme perché sono venute loro e io sono onorata di ascoltare pezzi di vite cosi’ intime e dolorose”.

Prima di entrare in Prefettura (per proseguire poi la visita al comando provinciale dei Carabinieri) il ministro spiega: “Dobbiamo attivare questo tavolo con le forze dell’ordine e il dipartimento della Famiglia. Poi chi e’ molto più competente di me prenderà contatti con le Prefetture, si sentiranno con i servizi sociali e vedremo di dare qualche risposta in più”. Per altro verso, sottolinea Locatelli, occorre un “cambiamento normativo: quella e’ un’attività che dobbiamo iniziare e fare insieme anche ai parlamentari e al ministero della Giustizia. È evidente che ci sono delle procedure che non vanno bene e cose che realisticamente e concretamente possiamo fare”.

Continua il ministro: “Vederemo cosa accerteranno le indagini, ma ci sono certamente delle cose che non quadrano: delle mancanze di valutazione o di sottovalutazione. Se ci sono state delle segnalazioni dovevano essere più prese in considerazione. Se ci fossero stati dei segnali prima dovevano essere analizzati e valutati e poi ovviamente c’e’ tutto il discorso della struttura esterna che ha fatto il percorso psicoterapeutico che non è chiara, va indagato anche dal punto di vista economico. Questo ci porta anche a dire che molto spesso ci sono meccanismi economici che sottendono gli ambiti sociali dove invece dobbiamo fare chiarezza, il caso Bibbiano ce lo ricorda”.

Per Locatelli, infine, “sicuramente si può migliorare anche nei passaggi che riguardano Procure e tribunali. I tribunali spesso agiscono sulla base delle relazioni degli assistenti sociali. Prima di tutto diciamo che non tutti gli assistenti sociali non sanno fare il loro lavoro. Ci sono tante persone in gamba che devono poterlo fare in modo corretto, ma certo e’ che le procedure che gli mettiamo a disposizione dovrebbero essere adeguate”. E poi, conclude il ministro, “i tribunali dovrebbero essere vincolati ad un maggior controllo delle relazioni fatte dagli assistenti sociali altrimenti si rischia che quello che una persona vede con il suo occhio non corrisponde ad un altro punto di vista, ma se non verifichiamo non lo sapremo mai”.