Il ministro a Cavriago Bonafede: “Squadra speciale per monitorare gli affidi di bambini”

Il vicepremier Di Maio rinuncia alla missione in Emilia a causa di impegni istituzionali verosimilmente legati alla crisi di politica della maggioranza di governo

CAVRIAGO (Reggio Emilia) – Inchiesta “Angeli e demoni”, a Cavriago stamattina c’è solo il ministri della Giustizia Alfonso Bonafede (M5s). Il vicepremier Luigi Di Maio è dovuto rimanere a Roma “per impegni istituzionali”. Rimandata anche la riunione con gli attivisti in programma per questa sera a Bologna.

La missione dei due ministri era stata decisa per incontrare le famiglie e gli amministratori locali dopo lo scoppio del caso relativo agli affidi familiari operati dai Servizi sociali dell’Unione Comuni Val d’Enza. Per tutelare i cittadini di Bibbiano, è stato deciso di fare tappa a Cavriago la cui sindaca Francesca Bedogni è subentrata ad Andrea Carletti nella delega al Welfare dell’Unione,

“Sono qui per lavorare, non faccio dichiarazioni rispetto a questa situazione perch secondo me i cittadini mi pagano per lavorare”. Lo dice il ministro Bonafede commentando la situazione del Governo, appena giunto a Cavriago nel reggiano: “Siccome a Bibbiano sono successi fatti gravi che mettono campanelli d’allarme gravissimi- continua il ministro – è giusto che lo Stato si concentri sui fatti e su ciò che interessa ai cittadini”. Se “chiediamo loro cosa interessa in questo momento – conclude Bonafede – io dico che vogliono vedere il ministro della Giustizia che lavora su fatti gravi, come priorità che si verificano su tutto il territorio”.

“La squadra speciale che è stata istituita dal ministero della Giustizia ha il compito semplicemente di avviare un monitoraggio di tutta la situazione degli affidi dei bambini a livello nazionale”. Lo spiega il ministro. “Il punto – precisa Bonafede – è che tutto il percorso quando un bambino viene dato in affido è spezzettato tra competenze locali e nazionali ed è spezzettato anche tra le varie competenze del giurista, dello psicologo, dell’operatore del sociale”. Questo “ha impedito fino ad ora di avere un continuo controllo su tutto il percorso a 360 gradi ed è per questo che ho ritenuto fosse giusto e doveroso avviare il lavoro di questa squadra speciale”.

Il ministro ribadisce quindi: “Io sono qui per ascoltare i sindaci, le associazioni, le famiglie. Lo Stato deve essere vicino ai territori quando ci sono fatti che li stravolgono come è accaduto in questa zona”. Il senso della presenza del Governo, insomma, è quello “di una voglia di collaborare per migliorare le cose concrete. Quello che deve portare avanti un ministro e io ce la sto mettendo tutta”, afferma Bonafede.

“Lo Stato sta veramente lavorando per evitare che ci siano altri bambini strappati alle famiglie e poi, tra l’altro, non seguiti nel percorso di affido”,  ha ribadito rivolto ad un gruppo di famiglie e associazioni di genitori coinvolti nell’inchiesta Angeli e Demoni: “A loro ho detto e continuo a ribadire  – commenta il ministro – che i bambini rappresentano ciò che di più prezioso esiste in uno Stato”.