Femminicidio al bar, ancora caccia all’accoltellatore

Le forze dell'ordine trovano nell'area nord altre tracce di giacigli improvvisati dove Hicham Boukssid avrebbe trovato riparo. Lutto cittadino a Bagnolo in occasione dei funerali di Stefania Hui Zhou

REGGIO EMILIA –  Ha passato l’ennesima notte all’addiaccio, l’assassino della giovane barista Stefania Hui Zhou, con polizia e carabinieri che armi in pugno stanno battendo tutta la zona periferica a nord di Reggio. In questa vasta zona poco popolata, di fabbriche, campi e macchie verdi di boscaglia in un paio di anfratti i cani molecolari e le forze dell’ordine hanno trovato tracce di bivacchi e giacigli improvvisati dove Hicham Boukssid nelle scorse ore avrebbe trovato riparo. Il marocchino 35enne potrebbe essere addirittura senza scarpe, ma la disperazione lo manda avanti. Forse segue il corso del Crostolo o di altri canali irrigui per evitare le strade e le carraie di campagna. Di certo è pericoloso e pronto a tutto pur di non finire dietro alle sbarre.

La Questura di Reggio ha diramato su tutto il territorio nazionale e ai posti di frontiera la sua foto segnaletica, le sue generalità (forse anche le impronte digitali) in modo tale che l’assassino non possa trovare riparo all’estero.

Intanto si moltiplicano le attestazioni di cordoglio e solidarietà verso la famiglia della giovane assassinata con una decina di coltellate venerdì pomeriggio verso le 18 mentre lavorava nel bar di famiglia, il Moulin Rouge di via XX Settembre, all’ex Foro Boario. La 25enne di origine cinese era molto conosciuta e ben voluta nel quartiere, ma in tanti la conoscevano dagli studenti del vicino Liceo Aldo Moro a chi per motivi di lavoro o persona frequenta gli uffici comunali del Polo.

Scrive il “Comitato di Via Filzi & dintorni”: “Esprimiamo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Hui Zhou, giovane vittima della feroce aggressione al Foro Boario.  Nel contempo ribadiamo la forte preoccupazione per le tante situazioni negative e di pericolo che più volte il comitato ha segnalato chiedendo ancora una volta maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine e misure più stringenti all’amministrazione pubblica per la sicurezza dei cittadini”.
Anche il sindaco di Bagnolo, Gianluca Paoli, con l’amministrazione comunale interviene sul femminicidio: in occasione dei funerali di Hui, che era cresciuta proprio nel paese, verranno listate a lutto le bandiere esposte all’esterno della casa comunale. “Una banda nera –  spiega il sindaco – raccoglierà la bandiera italiana e quella dell’Unione Europea, in segno di raccoglimento e vicinanza alla famiglia e in onore di una giovane donna che Bagnolo ha accolto e cresciuto e che ora piange come una figlia che non potrà più riabbracciare”.
“Abbiamo seguito con sgomento la tragica vicenda – scrive ancora – Stefania, come la chiamavano i suoi clienti, aveva frequentato le scuole elementari e medie a Bagnolo, dove la sua famiglia era arrivata nel 2003, e si era seduta nei banchi di terza elementare senza conoscere una sola parola di italiano. La sua gentilezza e la sua intelligenza l’avevano aiutata a farsi voler bene da tutti i suoi compagni e dagli insegnanti. Hui aveva imparato subito la lingua italiana, desiderosa di insegnarla a sua volta ai suoi genitori, arrivando a vincere anche un premio per una poesia che aveva scritto per Librinviaggio”.
Aggiunge Paolo: “Hui era una cittadina del mondo. Era la dimostrazione che scuola fa rima con integrazione, che una società che riduce le disuguaglianze è più forte, che tutti, se messi nelle condizioni di realizzare se stessi, possono contribuire a costruire una sola comunità, come quella che oggi si stringe con dolore sincero attorno alla sua famiglia perchè tutti sentiamo di aver perso una figlia. Hui era soprattutto una donna, una giovane donna con tutta la vita davanti, con i suoi sogni e i suoi progetti, che la nostra società non è riuscita a difendere dalla violenza di un uomo”.