Strage in discoteca, i rapinatori colpirono anche all’Italghisa

I sei giovani farebbero parte di un gruppo criminale dedito a furti e rapine di monili in oro all’interno di locali notturni del centro e Nord Italia. Sarebbero i responsabili della strage in discoteca al concerto di Sfera Ebbasta, a Corinaldo, in provincia di Ancona

REGGIO EMILIA – Rapine con lo spray al peperoncino: in carcere sei ragazzi tra i 19 e i 22 anni, tutti residenti nel Modenese, accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni per la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona),  dove il 7 dicembre scorso in occasione del concerto di Sfera Ebbasta morirono cinque giovani e una madre. I sei erano tutti presenti nel locale. La banda sarebbe la stessa che la notte di Natale 2017 ha colpito anche a Reggio nella discoteca Italghisa. I sei sarebbero dediti alle rapine in discoteca spruzzando spray per poi strappare gioielli e orologi alle vittime durante il successivo caos tra la gente;  sarebbero riusciti a mettersi in tasca circa 15mila euro al mese.
Gli investigatori – che oggi ad Ancona hanno tenuto una conferenza stampa – stanno indagando su tutta una serie di episodi analoghi avvenuti in 60 locali del centronord (tra cui l’Italghisa e forse il Fuori Orario di Taneto di Gattatico) e anche all’estero (uno dei colpi è infatti stato realizzato a “Chessy, presso il parco divertimenti Disneyland”). In tutti e 60 i casi è stata accertata la presenza dei giovani.

E’ stato anche arrestato un presunto ricettatore, accusato solo per associazione: un compro-oro di Castelfranco Emilia (65 anni), Andrea Balugani.

I sei ragazzi arrestati sarebbero responsabili di molteplici furti e “agivano con stabilità”, ed erano in contatto con il ricettatore, arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto. S0no Andrea Cavallari, 20 anni di Bomporto (Modena); Sohuibab Haddada, 21 anni residente di Bomporto; Ugo Di Puorto, 19 anni di San Prospero (Modena); Badr Amouiyah, 19 anni residente a San Prospero; Moez Akari, 22 anni residente a Castelnuovo Rangone (Modena), e Raffaele Mormone, 19 anni di San Cesario sul Panaro (Modena). Un settimo ragazzo è morto a 19 anni in un incidente stradale.

“Fra, tutta la discoteca era fuori, uno spray intero tutto dentro l’Italghisa”. E’ uno dei passaggi delle conversazioni intercettate il 30 marzo 2019 e contenute nell’ordinanza del gip del Tribunale di Ancona, che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare per i sette su richiesta della Procura della città marchigiana. Il dialogo trascritto nell’ordinanza  era stato registrato all’interno dell’auto Lancia Y di uno degli indagati. Quattro dei ragazzi discutono delle proprie azioni criminose commesse al ‘Vox Club’ di Nonantola e all’Italghisa. Uno afferma di aver spruzzato così tanto spray urticante all’Italghisa che la discoteca in poco tempo si era svuotata. Il motivo dell’uso eccessivo di spray? “Se lo vuoi sapere lì avevamo pippato”.

La strage di Corinaldo non è l’unico caso in cui gruppi di giovani hanno utilizzato spray al peperoncino provocando caos e tragedie. Si ricordi, recentemente, la rissa alla Notte Bianca di Cavriago, dove una decina di passanti hanno inalato la sostanza urticante.  E, soprattutto, l’episodio del 3 giugno 2017 a Torino, in piazza San Carlo, durante la proiezione sul maxi schermo della finalissima di Champions tra la Juventus e il Real Madrid, quando un altro gruppo di ragazzi sparsero del spray tra la folla provocando un fuggifuggi disperato di migliaia di persone in cui rimasero ferite oltre 1.500 persone, delle quali due poi morirono.