Le rubriche di Reggiosera.it - Italia e mondo

Crisi di governo, primo incontro M5s-Pd: “Gli ostacoli sono superabili”

Prima di martedì vertice Di Maio-Zingaretti. Dem: "Ok al taglio dei parlamentari, ma con regole". Delrio: ampia convergenza su sociale e ambiente. Orlando: "Pentastellati dicano al Colle che dialogano solo con noi". Audio Renzi: "Gentiloni vuol far saltare l'intesa". Segretario smentisce categoricamente

REGGIO EMILIA – Si è conclusa la riunione tra Pd e M5s alla Camera. “Non ci sono problemi insormontabili” è l’sms inviato da uno dei membri della delegazione Pd dopo la riunione che apre la trattativa con M5s. “C’è stata un’ampia convergenza sui punti dell’agenda ambientale e sociale. C’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità”, afferma il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio.

Nell’incontro tra le delegazioni di M5s e Pd è stato convenuto che per portare avanti la verifica sulla possibilità di un accordo da portare martedì dal presidente Mattarella, occorra un vertice tra i leader dei due partiti, Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti, e un approfondimento sui singoli temi. Lo riferiscono fonti Dem. Su questi ultimi si è deciso che potrebbero essere i capigruppo delle Commissioni Parlamentari dei due partiti a predisporre dei dossier sui temi di loro competenza, sui quali avviare il confronto.

Una assenza di veto sulle rispettive proposte riguardo al taglio dei parlamentari, da approfondire nei prossimi incontri: è quanto sarebbe emerso nel primo incontro tra Pd e M5s, motivo per cui questo elemento è stato definito “ostacolo non insormontabile” dal Pd. Lo riferiscono fonti Dem. La proposta di M5s è il ddl con il taglio secco di deputati (da 630 a 400) e di senatori (da 315 a 200) a cui manca solo un voto, quello dell’aula della Camera. La delegazione del Pd ha detto di essere favorevole a un taglio complessivo dei parlamentari, ma all’interno di un disegno più articolato, che preveda un ripensamento del bipolarismo (con la differenziazione delle due Camere), una riforma elettorale ed una dei regolamenti parlamentari. Da entrambe le parti non sarebbe arrivato un “niet” alle proposte della controparte.

“Noi siamo sempre stati e rimaniamo a favore del taglio dei parlamentari. Siamo disponibili a votare la legge ma riteniamo che vada accompagnato da garanzia costituzionali e da regole sul funzionamento parlamentare. E’ questo il senso del calendario che siamo disponibili a costruire insieme e in tempi rapidi”. Lo dichiarano in una nota il vicesegretario vicario del Pd Andrea Orlando e i capigruppo di Senato e Camera, Andrea Marcucci e Graziano Delrio.

“La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo, che ci fa ben sperare sulle prospettive”, dice il capogruppo Pd Andrea Marcucci sottolineando che “il clima che c’è stato durante la riunione è stato costruttivo e lo giudichiamo positivamente. Non vediamo di fronte a noi ostacoli insormontabili nell’andare avanti in un ragionamento costruttivo con il Movimento”.

Anche fonti dei Cinque Stelle parlano di “clima costruttivo. Il M5S ha posto sul tavolo il taglio dei 345 parlamentari, per noi è un punto fondamentale e propedeutico. Servono garanzie su questo aspetto”. Di Battista? “Il M5S parla spesso con più voci ed è stata spesso la nostra forza, mai come in questo momento siamo stato compatti e coesi per l’interesse dal paese”. Così il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli.

Orlando: “M5S dica a Colle che dialoga solo con il Pd”
Rispetto alla decisione del M5S di dialogare solo col Pd “aspettiamo un passaggio formale in questo senso, mi pare sia importante che questo sia detto in modo chiaro al capo dello Stato”. Lo ha detto Andrea Orlando uscendo dal Nazareno. “Il punto che resta da chiudere definitivamente e’ questo elemento di ambiguità che ancora esiste rispetto alla decisione univoca di tenere una interlocuzione con il Pd”, ha aggiunto. Al M5S “abbiamo dato disponibilità ad affrontare rapidamente il tema delle riforme, adesso attendiamo una risposta univoca se si vuole fare sul serio o no”.

Lo ha detto il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, parlando con i giornalisti davanti al Nazareno. Ora serve “lavorare allo sviluppo di questo cantiere – ha aggiunto – del quale continuiamo a non nasconderci le difficoltà. Andranno fatte delle verifiche sul programma, ma abbiamo detto che non vediamo ostacoli insormontabili”.

Le accuse dei renziani a Gentiloni
I renziani accusano l’area che fa capo al segretario dem Zingaretti di non volere l’accordo. In un audio pubblicato da alcune testate si sente Renzi dire agli allievi della scuola politica in Toscana: “Gentiloni vuol fare saltare l’intesa”.

“Non è mai esistita ovviamente nessuna manovra del Presidente Gentiloni per far fallire l’ipotesi di un nuovo Governo e sostenerlo è ridicolo e offensivo”, puntualizza il segretario Zingaretti. “Stiamo nel pieno di consultazioni delicatissime e stiamo lavorando tutti insieme per raggiungere un obiettivo difficile: quello di dare vita a un Governo di svolta per cambiare l’Italia; e questo passa per uno spirito unitario, per difendere contenuti storia e valori del Partito Democratico”. Il segretario Pd fa un appello “alla responsabilità: fermare questo continuo proliferare di comunicati, battute, interviste che, questi si, mettono tutto a rischio e logorano la nostra credibilità”.

“Questi già litigano, li conoscevamo abbastanza, purtroppo.. si chiarissero un po’ le idee”, ha detto Luigi Di Maio, leader M5s lasciando Montecitorio, parlando delle polemiche interne al Pd dopo aver ribadito che il taglio dei parlamentari è la base per avviare un dialogo: “Si deve fare subito, è l’inizio di un qualsiasi discorso, si deve fare subito. Se non c’è il primo punto non c’è nient’altro”.

“Il Movimento 5 Stelle ha oggi un potere contrattuale immenso. Tutti ci cercano. Ho visto nuove aperture della Lega al Movimento e mi sembra una buona cosa. Soprattutto perché non mi dispiacerebbe un Presidente del Consiglio del Movimento 5 Stelle. Ho visto inoltre porte spalancate da parte del PD. Zingaretti fa la parte di chi pone veti e condizioni ma in realtà ha il terrore che Renzi spacchi il PD”, scrive su Fb Alessandro Di Battista.