I sindacati: “Sistema degenerato, ma questo modello di welfare va salvaguardato”

I sindacati temono che l'inchiesta "Angeli e demoni" possa "incrinare il rapporto di fiducia tra la popolazione che si rivolge ai Servizi sociali" e gli operatori corretti. Chiedono perciò l'apertura del tavolo istituzionale

REGGIO EMILIA – Visto quanto è emerso nell’indagine “Angeli e demoni” sugli affidi illeciti di minori, la Cgil, la Cisl e la Uil di Reggio chiedono, assieme alle loro sigle della Funzione pubblica, “l’immediata apertura di un tavolo istituzionale che, insieme alle parti sociali, affronti la situazione per dare risposte alle domande dei cittadini e di noi tutti”.

Infatti, pur esprimendo “grave preoccupazione per gli sviluppi che questa desolante vicenda sta prendendo” e pur “non volendo entrare nel merito di atti che riguardano la magistratura”, i sindacati si dicono convinti che di quanto accaduto in Val D’Enza “si debbano occupare pubblicamente le istituzioni e la politica del territorio, interrogandosi su come siano stati possibili simili livelli di degenerazione del sistema, prendendo posizione e assumendosi le proprie responsabilità”. Questo perché, spiegano, la vicenda “ha già colpito bambini e famiglie, e una comunità che è rimasta scioccata”, ma ha colpito anche “la credibilità di un sistema, e rischia di innescare un tritacarne mediatico che colpirebbe anche gli operatori dei servizi in generale”, con il rischio di “screditare, attraverso facili generalizzazioni, l’intera filiera dei servizi sociali del Distretto della Val d’Enza”.

Per i sindacati confederali, in sostanza, “va salvaguardato il patrimonio di professionalità che ha costituito, negli anni, un avanzato modello di welfare”, evitando che “la ferita profonda prodotta da questa vicenda” possa “incrinare il rapporto di fiducia tra la popolazione che si rivolge ai Servizi sociali e la stragrande maggioranza di operatori, che operano per il bene della collettivita’”. Allo stesso tempo, aggiungono però Cgil, Cisl e Uil, “non e’ piu’ procrastinabile l’apertura di una riflessione profonda sulle filiere di controllo, sulla gestione degli appalti e sulle responsabilità e il dovere di trasparenza che istituzioni e politica devono esercitare nei confronti della cittadinanza”. Da qui “il richiamo esplicito alla politica e ai suoi rappresentanti, a partire dai sindaci dell’Unione della Val d’Enza fino alla Conferenza territoriale socio-sanitaria, che ha una precisa responsabilita’ di indirizzo e di controllo dei servizi socio-sanitari della provincia”, e la conseguente richiesta di aprire immediatamente un tavolo “a salvaguardia dei servizi pubblici”.