Servizi agli anziani, crescono i costi delle rette nel 2019

Dal programma triennale approvato dal Cda si evince un aumento di 365 euro l'anno per gli ospiti autosufficienti, di 60 euro l'anno per gli appartamenti protetti e di 182,5 euro l'anno per gli ospiti diurni privati

REGGIO EMILIA – Nel 2018 l’ASP ha aumentato, a partire dal primo gennaio 2019, di 1 euro al giorno le rette degli ospiti autosufficienti (quindi un aumento di 365 euro l’anno), ha incrementato di 5 euro al mese le rette degli appartamenti protetti (quindi 60 euro l’anno), di euro 0,50 al giorno le rette degli ospiti diurni privati (quindi 182,5 euro l’anno). Le rette per ospiti di centri diurni convenzionati non hanno subito aumenti.

E poi investimenti per 10,4 milioni nel triennio (di cui 5,7 milioni previsti gia’ quest’anno) e un piano straordinario “per la buona occupazione” dei dipendenti. E’ quanto emerge dal programma triennale 2019-2021 dell’Azienda di servizi alla persona (Asp) di Reggio Emilia, presieduta da Raffaele Leoni, approvato dal cda dell’ente lo scorso 9 luglio. I dettagli sono nero su bianco in una serie di delibere rese note sull’albo pretorio comunale, prevedendo tra l’altro un aumento delle rette – stabilito dalla Regione – e contributi da parte dell’amministrazione per 2,4 milioni in tre anni (che si aggiungono ai 500.000 euro stanziati nel 2018 a copertura delle perdite).

Tra gli obiettivi dell’anno in corso, nei documenti e’ spuntata come “sicuramente una priorita’” il rinnovo dell’accreditamento dei servizi sostenuti dal fondo regionale per la non autosuffiienza, in scadenza a fine 2019. Su questo fronte viene pero’ evidenziato anche che “possibili criticita’ potrebbero riguardare il reperimento delle figure professionali laddove non esistano graduatorie concorsuali attive dalle quali attingere in caso di turn over (infermieri, educatori e animatori in primis)”.

Pertanto “si fara’ ricorso al lavoro interinale, in attesa del concorso che sara’ bandito per gli infermieri e della preannunciata ma non ancora deliberata modifica della normativa regionale per consentire di utilizzare nel ruolo di animatori operatori socio sanitari inidonei o con significative prescrizioni ai quali garantire uno specifico percorso formativo”. Si continuera’ inoltre a perseguire l’obiettivo gia’ indicato nel 2018, “di potenziare l’organico nei servizi delle aree e a supporto della Direzione, specie laddove risultino vacanti o coperte con personale non stabile, posizioni di responsabilita’”.

Una particolare attenzione sara’ rivolta dall’Asp al recupero crediti, con una riorganizzazione delle attivita’ che potra’ essere meglio definita alla luce della verifica straordinaria che sara’ condotta con il Comune di Reggio Emilia”. Serve infine un adeguamento dell’organico del personale tecnico. “Ci sono quindi tutte le ragioni- scrive l’Asp- per promuovere e implementare un piano straordinario di investimento sulle risorse umane che si configuri come un progetto di realizzazione di ‘una strategia per la buona occupazione’ per i dipendenti dell’Asp.

Per quanto riguarda il fronte economico “ci si attende un maggior ricavo per il 2019, rispetto al 2018, di 120.000 circa per l’entrata a regime pieno dell’incremento delle tariffe dei servizi accreditati deliberato dalla Regione”. Il piano di investimenti da quasi 10 milioni e mezzo riguardera’ in particolare l’adeguamento degli immobili ed e’ suddiviso in 5.7 milioni nel 2019, 4,3 nel 2020 e 268.000 euro nel 2021. “La strategia che unifica tutti gli interventi previsti per gli immobili destinati ai servizi istituzionali, e’ rappresentata dalla necessita’ di dotare tutte le strutture di livelli adeguati e comparabili di dotazioni tecnologiche e di confort”, fa sapere l’Asp.

La parte piu’ consistente degli investimenti e’ finanziata in prevalenza con alienazioni (43%) o con contributi in conto capitale (36%), in minor misura da mezzi propri (14%) e donazioni (7%). Per ciascuno degli esercizi del triennio e stato inserito un contributo da parte del Comune di Reggio Emilia, rispettivamente di 1 milione per il 2019, 882.000 euro nel 2020 e 602.000 euro per il 2021. I risultati di esercizio dell’Asp attesi nei prossimi tre anni sono di 276, 202, e 1.739 euro di utile.

L’Asp ribadisce infine che “il tema del rapporto pubblico-privato non puo’ declinarsi, come invece sembra avvenire sempre piu’ frequentemente, in termini di dismissione del pubblico dalla gestione e nemmeno in una funzione solo residuale del pubblico nella medesima, che finirebbe per impedirgli di esercitare, oltre alle funzioni di regolazione, committenza e controllo, anche quelle di lettura dei bisogni e di co-progettazione di interventi e servizi”.

Il tema semmai “e’ quello di garantire parita’ di condizioni tra pubblico e privato, superando lo svantaggio competitivo in cui le Asp si trovano attualmente a operare”. Come nel caso, viene sottolineato, del trattamento fiscale (Irap e Iva) che si chiede “sia uniforme tra i diversi soggetti gestori e non, come avviene attualmente, penalizzante i gestori pubblici”.