Presunti affidi illeciti, si promettevano i bambini “sine die”

Anghinolfi avrebbe rassicurato le famiglie affidatarie. La onlus Hansel e Gretel sospesa dal portale del ministero dell'Istruzione degli enti accreditati per la formazione (Sofia)

REGGIO EMILIA – Prospettava la possibilità di dare in affido minorenni senza scadenza. E’ quanto emerge da un’intercettazione agli atti dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, seguita dalla Procura e dai carabinieri di Reggio Emilia: la dirigente del servizio sociale della Val d’Enza, Federica Anghinolfi, agli arresti domiciliari, ne avrebbe parlato con coppie di una città del Sud Italia.

Le coppie le domandavano degli affidi temporanei, dicendosi preoccupate del fatto di potersi affezionare ai bambini e poi di perderli, se questi avessero fatto ritorno a casa. Anghinolfi li avrebbe rassicurati dicendo che se i genitori continuavano a essere ritenuti inadeguati dalle relazioni dei servizi sociali, i figli potevano anche non tornare mai nelle famiglie di origine, rimanendo ‘sine die’ con gli affidatari. Di fatto, come un’adozione.

Intanto si apprende che la onlus Hansel e Gretel diretta da Claudio Foti, coinvolta nell’inchiesta Angeli e Demoni sui presunti affidi illeciti di minori in Val d’Enza, è stata sospesa dal portale del ministero dell’Istruzione degli enti accreditati per la formazione (Sofia).

Il provvedimento, come riporta sulla sua pagina Facebook la presidente dell’associazione “Non si tocca la famiglia”, Giusy D’Amico, è stato emesso dal ministero il 17 luglio, dopo la segnalazione che la stessa associazione aveva presentato. Da tale data, quindi, il centro studi “non può più erogare attività di formazione attraverso la piattaforma Sofia nè avvalersi del sistema della “carta del docente””.