Minori, il Garante: “Evitare diffondersi sfiducia vero servizi sociali”

Maria Clede Garavini: "Servizi competenti, anche se ora sono messi a dura prova"

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REGGIO EMILIA – La situazione dei servizi della Val d’Enza, “cosi’ come continua ad essere rappresentata dai media in questi giorni”, impone per Maria Clede Garavini “di fornire ulteriori precisazioni per evitare il diffondersi della sfiducia nei confronti dell’operato di tutti i servizi sociali e sanitari”.

Anche il garante regionale dell’Emilia-Romagna per l’infanzia e l’adolescenza interviene quindi sugli organi di informazione che si stanno occupando dell’inchiesta sui minori in Val d’Enza, nel reggiano, unendosi all’associazione dei magistrati per i minorenni e per la famiglia, che l’1 luglio ha messo al bando la “semplificazione dei fatti, non approfonditi ne’ contestualizzati, specie in una materia di grandissima complessita’ e delicatezza la cui trattazione richiederebbe un elevato livello di specializzazione”.

Garavini sottolinea in primo luogo che “i servizi sociali e sanitari da tempo sono impegnati a tutelare e curare bambini e adolescenti al fine di favorire le condizioni necessarie al loro benessere e alla loro salute”, agendo nel loro operare “in collaborazione con diverse istituzioni nonche’ svariati soggetti, pubblici e privati, in un’ottica di lavoro multidisciplinare e di corresponsabilita’ in attuazione delle norme e delle disposizioni vigenti”.

In Emilia-Romagna poi, sottolinea ancora Garavini, “proprio per affrontare queste situazioni cosi’ impegnative, la Regione ha emanato fin dal 2013 il documento sulle ‘linee di indirizzo regionale per l’accoglienza e la cura di bambini e adolescenti vittime di maltrattamenti-abuso’, che indicano un percorso dettagliato di prevenzione, valutazione e presa in carico”, adottate nei piani sociali e sanitari dei singoli territori.

La Garante ribadisce infine che “le competenze professionali maturate e sedimentate negli anni nell’ambito dei servizi di questa Regione e continuamente aggiornate, anche se in questo frangente sono messe alla prova da tante sollecitazioni, continuano a rappresentare un patrimonio a salvaguardia delle persone di minore eta’, in particolare in condizioni di grave vulnerabilita’”.

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