Minori, Bonaccini lancia commissione di inchiesta su affidi Bibbiano

Il governatore: "La politica smetta la campagna di odio e trovi un'intesa"

REGGIO EMILIA – Promette che chi ha sbagliato paghera’ senza sconti e conferma che la Regione si costituira’ parte civile nell’eventuale processo contro i responsabili. Poi stigmatizza le strumentalizzazioni politiche contro gli operatori dei servizi sociali regionali. E infine invita tutte le forze politiche a collaborare per dare vita ad una commissione regionale di inchiesta perche’ “la tutela dei bambini non puo’ dividere gli schieramenti e i partiti”.

Cosi’ il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini del Pd prende di nuovo posizione sull’inchiesta Angeli e demoni della Procura di Reggio Emilia, che vede coinvolto nel presunto giro illecito di affidi di minori non nella val d’Enza, anche il sindaco dem di Bibbiano Andrea. “L’ho detto fin dal primo giorno e lo ribadisco oggi: chi, incaricato di svolgere servizi pubblici delicati e cruciali quali la tutela e la protezione di minori, avesse in qualsiasi forma e per qualunque motivo abusato del proprio ruolo, andrebbe condannato senza alcun tipo di incertezza o attenuante”, premette Bonaccini, ribadendo fiducia agli inquirenti reggiani.

“Gia’ ora, pero’, in attesa che si arrivi alla verita’, al cui accertamento e’ preposta la magistratura giudicante, ci sono famiglie e bambini che stanno vivendo una situazione drammatica. Ed e’ ben comprensibile lo sgomento e il bisogno di verita’ dell’opinione pubblica, per le domande che si sono aperte e che hanno bisogno di risposte chiare, anche rispetto ai meccanismi di tutela dei piu’ piccoli, comprese le procedure d’affido, nei quali i servizi sociali e la stessa giustizia minorile si trovano ad operare, con gli amministratori locali, sindaci in primo luogo, investiti di competenze dirette”.

La giunta regionale dell’Emilia-Romagna, ricorda Bonaccini, “ha istituito un’apposita Commissione tecnica, formata da professionisti di assoluta competenza, per analizzare il sistema delle tutele nel suo insieme e individuare, laddove presenti, criticita’ e possibili correttivi, anche al di la’ delle competenze specifiche della Regione stessa”. In questo modo “ho voluto dare il senso che nessuno puo’ nascondersi dietro le responsabilita’ altrui: siamo tutti interessati e dobbiamo tutti sentirci impegnati a rafforzare il sistema di tutele nel suo insieme perche’ questo pretendono i cittadini, al di la’ delle prerogative dei diversi attori in campo”.

Bonaccini osserva pero’ anche che “in questo delicatissimo contesto dove il bene primario dovrebbe essere in ogni caso la tutela dei minori coinvolti e delle famiglie, troppi hanno deciso di percorrere la strada della strumentalizzazione, arrivando ad utilizzare vicende drammatiche per la ricerca del consenso di parte. Questo e’ sempre sbagliato e lo e’ tanto di piu’ quando sono coinvolti bambini. Il senso di responsabilita’ non deve mai lasciare il campo alle urne”.

Inoltre, avvisa il presidente della Regione, “la campagna d’odio scatenata sui social non solo non permettera’ di fare un passo avanti nell’accertamento dei fatti, ma rischia al contrario di generare altri mostri e altri reati. Chiedo che ci si fermi un attimo, dunque, e che si ponga un limite a questa escalation che rischia di travolgere tutti, anche chi non ha alcuna responsabilita’ ne’ diretta ne’ indiretta, a partire dai tanti operatori che quotidianamente lavorano per il bene e la tutela dei minori e delle persone”.

Infatti, sottolinea ancora l’esponente del Pd: “Una cosa deve essere chiara: nessuno si permetta di mettere sotto accusa un’intera categoria di persone che opera nel sistema di welfare dell’Emilia-Romagna. Anche qui, ribadisco cio’ che dissi il giorno stesso in cui si seppe dell’avvio dell’inchiesta: non accetto speculazioni ne’ il discredito sul lavoro quotidiano di migliaia di operatori dei servizi per l’infanzia di questa Regione, considerati fra i piu’ avanzati d’Europa, donne e uomini che rappresentano un patrimonio comune di questa terra a prescindere da qualsiasi connotazione di parte”.

Allo stesso modo “deve essere altrettanto chiaro che la Regione Emilia-Romagna non ha nulla da nascondere ed e’ anzi la prima a volere che sia accertata la verita’. Abbiamo gia’ annunciato che, in caso di processo, ci costituiremo parte civile”. Alla politica Bonaccini chiede invece “se e’ possibile ora mettere un punto alle polemiche e alle strumentalizzazioni, da parte di tutti, e compiere insieme un passo avanti”, anche per “far sentire alle famiglie e alle comunita’ coinvolte la presenza vera delle Istituzioni, capaci di dare loro le risposte che servono”.

In concreto un appello affinche’ “in Assemblea legislativa le forze politiche, tutte, trovino le condizioni per l’istituzione di una Commissione regionale d’inchiesta che in maniera concreta e in tempi certi possa dare un contributo di ulteriore chiarezza rispetto ai fatti e a quanto sara’ necessario porre in essere per rafforzare le garanzie a tutela dei bambini e delle famiglie. Sia appunto questo l’obiettivo della politica: la protezione dei minori e la tutela delle persone”, chiude Bonaccini.