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Marche, appalto da 200 milioni: indagati due manager di Coopservice

Il direttore generale e il direttore commerciale di Coopservice, Michele Magagna e Luigi Posadinu, sono accusati di concorso in corruzione e turbativa d'asta. Coopservice: "Non ci è arrivata nessuna comunicazione ufficiale"

REGGIO EMILIA – Il direttore generale e il direttore commerciale di Coopservice, Michele Magagna e Luigi Posadinu, sono stati indagati per concorso in corruzione e turbativa d’asta in una inchiesta della procura di Ancona relativa a un sistema di appalti gestito dall’Asur (Azienda sanitaria unica regionale) all’interno della sanità marchigiana. Gli inquisiti sono in tutto dieci, a vario titolo, per abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, ma anche corruzione e traffico di influenze illecite.

La Finanza ha anche effettuato una serie di perquisizioni, all’Asur e nelle abitazioni degli indagati, per acquisire documenti, fatture, appunti e contenuti informatici al fine di ricostruire i legami tra politici, amministratori e imprenditori.

Nel mirino l’assegnazione del mega appalto da 200 milioni per le pulizie di tutte le aziende sanitarie della regione, ma anche l’affidamento del servizio lava-nolo dell’Area vasta 3 (Macerata), la gestione della ristorazione scolastica e assistenziale di Jesi e del servizio anticendio delle strutture ospedaliere di Fabriano.

Coopservice: “Non ci è arrivata nessuna comunicazione ufficiale”
Coopservice, in relazione alle notizie apparse sugli organi di informazione sull’inchiesta che coinvolgerebbe Asur Marche, dichiara che “ad oggi nessuna comunicazione ufficiale, relativa al coinvolgimento di dirigenti della cooperativa, è giunta dalla Procura di Ancona”.

Scrive Coopservice: “La cooperativa è certa di poter chiarire la propria posizione qualora venissero formalizzate le contestazioni di cui si parla negli articoli e che peraltro, al momento, sono solo ipotesi. Negli ultimi anni, in materia di appalti pubblici, abbiamo assistito ad un proliferare di iniziative e procedimenti che nella realtà nulla hanno a che fare con il diritto penale e che si sono rivelati privi di ogni fondamento”.

E aggiunge: “Ne è un esempio, la sentenza di pochi giorni fa del giudice monocratico di Udine, Paolo Milocco, che ha assolto i dodici imprenditori, tra cui i vertici di Coopservice, dall’ipotesi di reato di turbativa d’asta perché il fatto non sussiste (l’inchiesta della Procura era riferita alla gara a evidenza pubblica indetta dal Dipartimento servizi condivisi dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Udine)”.