Mafie, dopo minacce in aula sindacati solidali con la Beretti

REGGIO EMILIA – Cgil, Cisl, Uil e Libera non fanno mancare la loro solidarieta’ a Cristina Beretti, presidente del Tribunale di Reggio. Mercoledì, infatti, Beretti e’ stata minacciata in aula da Francesco Amato, gia’ condannato in primo anno a 19 anni nel processo Aemilia e che ieri si e’ visto comminare una pena di sei anni e quattro mesi per il sequestro di cinque persone avvenuto lo scorso 5 novembre all’ufficio postale di Pieve Modolena.

In particolare, Amato ha mandato a dire alla presidente del Tribunale che “e’ un morto che cammina”. In una nota congiunta, i sindacati confederali “esprimono ferma e assoluta condanna in merito alle frasi minacciose e sprezzanti rivolte a Beretti, gia’ sotto scorta per altre minacce ricevute lo scorso anno” e a cui “va la piena solidarieta’ delle organizzazioni sindacali, testimoni del rigore professionale sempre mostrato dalla presidente del Tribunale”.

Rigore, sottolineano, a cui “la dottoressa Beretti ha spesso affiancato spiccate doti di sensibilita’ umana, come dimostra la stessa vicenda del sequestro di persone all’ufficio postale di Pieve”. Cgil, Cisl e Uil ricordano infatti che proprio “l’intervento della presidente del Tribunale ha consentito di chiudere quella vicenda senza spargimento di sangue, nell’interesse non solo delle vittime ma anche dello stesso Amato, il cui spessore criminale esce confermato dalle nuove, inaudite minacce pronunciate in udienza”.

Da parte loro, i sindacati si dicono “certi che la Procura di Reggio sapra’ correttamente valutare la portata di quella frase, pronunciata due volte in aula. Anche Libera esprime “piena solidarieta’ a Beretti, le cui doti umane e la cui grande professionalita’ abbiamo apprezzato nelle 195 udienze del primo grado del rito ordinario del processo Aemilia”.