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Lega, il Cremlino all’Ansa: “Mai soldi ai partiti italiani”

Peskov: "Nessun finanziamento da Mosca". Il legale di Savoini: "Parlerà a indagini chiuse". I pm non sentiranno Salvini. Zingaretti: non molliamo battaglia per verità.

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REGGIO EMILIA – L’inchiesta sui presunti fondi russi alla lega va avanti a Milano. Ma i pm, per ora, non sentiranno Salvini. “Non serve”, dice il procuratore Greco

Il Cremlino non ha mai dato nessun sostegno finanziario a partiti o politici italiani: lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, commentando all’Ansa la vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega di Matteo Salvini. “Come abbiamo già detto – ha affermato Peskov – nessuno di noi dalla Russia ha mai dato sostegno finanziario ad alcun politico o partito politico in Italia. Non c’è nessun dubbio”.

“C’è una base giuridica per la cooperazione che può essere attivata in qualsiasi momento su richiesta delle parti”, Lo ha detto all’Ansa il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a una domanda su una possibile cooperazione tra Russia e Italia nelle indagini sulla vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega.

“Sulla vicenda Salvini-Russia non molliamo e porteremo avanti una battaglia per la verità senza permettere nessun insabbiamento su chi ha giocato con la credibilità delle istituzioni e con le alleanze internazionali dell’Italia”. Lo scrive su Facebook il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. “Salvini venga in aula per una discussione approfondita senza reticenze dopo le omissioni perché gli italiani devono sapere la verità”, aggiunge.

“Quando sarà depositato il fascicolo del pubblico ministero e avremo modo di studiare le carte renderemo interrogatorio”. Lo ha detto l’avvocato Lara Pellegrini, difensore di Gianluca Savoini, il leghista presidente dell’associazione LombardiaRussia indagato per corruzione internazionale, che ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere ai magistrati che lo avevano convocato. “Al momento stiamo discutendo di un’inchiesta giornalistica trasferita in sede giudiziaria e noi preferiamo confrontarci sulle prove raccolte dal pm”.

L’avvocato ha spiegato che “se durante l’inchiesta ci sarà un deposito intervento di documenti in relazione a qualche attività istruttoria, Savoini potrebbe anche decidere di rendere interrogatorio”. Al momento, a quanto si apprende, l’unica cosa che è stata notificata a Savoini e alla sua difesa è stato solo l’invito a comparire.

Gianluca Savoini “lo conosco da 25 anni, dai tempi dell’Università Statale di Milano. L’ho sempre ritenuto una persona corretta e fino a prova contraria continuerò a ritenerlo persona corretta. Punto”, ha ribadito il vicepremier Matteo Salvini da Genova.

“Certo che vado in Parlamento. E’ il mio lavoro. Ci vado bisettimanalmente e per il question time durante il quale rispondo su tutto lo scibile umano, sempre”, ha spiegato Salvini oggi rispondendo a chi gli ha chiesto de andrà in Parlamento a riferire dei presunti fondi russi alla Lega.

“Assolutamente no”. Così ha risposto ai cronisti il procuratore di Milano Francesco Greco alla domanda se ci sia la necessità di sentire il segretario della Lega Matteo Salvini sui presunti fondi russi. “Sono indagini complesse, difficili, lunghe, laboriose e internazionali”, ha detto il procuratore di Milano parlando con i cronisti, descrivendo l’inchiesta per corruzione internazionale su fondi russi aggiungendo che “oggi non è previsto nulla, se non un confronto di idee”, in relazione a possibili attività investigative o audizioni di testimoni.

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