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La Incerti: “Saharawi, ancora una grave violazione dei diritti umani”

Tensioni in Sahara occidentale, dove è morta una ragazza, per la festa per la Coppa d'Africa vinta dall'Algeria. La deputata: "Ennesima grave violazione dei diritti umani"

REGGIO EMILIA – Ancora tensione nel Sahara Occidentale: repressa dal Marocco anche la festa per la Coppa d’Africa vinta dall’Algeria. Lo scorso 20 luglio migliaia di saharawi riversati nelle strade della loro capitale Al Ayun sono stati brutalmente pestati e arrestati dai militari marocchini e una ragazza di 23 anni è deceduta, travolta da un’auto della sicurezza.

“Si tratta dell’ennesima grave violazione dei diritti umani – ha commentato la coordinatrice dell’intergruppo parlamentare Amici del Popolo Saharawi, la deputata Antonella Incerti – perpetrata ai danni di un popolo che da troppi anni è costretto a vivere in condizioni di dignità praticamente assenti. Un popolo la cui causa, come intergruppo, stiamo da anni cercando di sostenere, favorendo l’adozione di risoluzioni internazionali e di azioni concrete di solidarietà. Ad esempio quest’anno abbiamo ospitato nel nostro Paese oltre 400 bambini Sahrawi nei mesi estivi, 6mila circa in tutta Europa”.

Dal 1975 il Sahara Occidentale è stato invaso dal Marocco – nonostante la ferma contrarietà dell’ONU – che tutt’oggi gestisce sia le risorse naturali che gli affari interni, la giustizia, l’ordine pubblico, negando diritti umani, politici e sociali alla popolazione. La repressione è all’ordine del giorno e molte missioni internazionali hanno denunciato torture, arresti arbitrari, persone scomparse.

La solidarietà italiana, unita ad altre reti internazionali, segue da vicino la vicenda dell’autodeterminazione nel Sahara Occidentale e l’impegno dell’ONU che dal 1989 ha il mandato di realizzare un Referendum risolutivo. Molte associazioni, ONG, cittadini insieme a enti locali e istituzioni italiane supportano i rifugiati sahrawi che dal ’75 sopravvivono nel deserto algerino grazie agli aiuti internazionali coordinati dalle agenzie ONU.

“I piccoli ambasciatori di pace che stiamo ospitando – ha concluso l’on. Antonella Incerti – rappresentano per noi la migliore testimonianza di come, nonostante i 44 anni di conflitto e di esilio, sia necessario rafforzare l’impegno per una soluzione diplomatica e pacifica della loro causa di autodeterminazione”.