Spaccio a Due Maestà, arrestati due albanesi

I due immigrati sono finiti in manette in via Archimede. Sequestrati una trentina di grammi di cocaina, 3.500 euro in contanti, cellulari e materiale per il confezionamento

REGGIO EMILIA – Due albanesi di 20 anni sono stati arrestati, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio, dai carabinieri ieri pomeriggio a Due Maestà in via Archimede. Il quartiere veniva tenuto d’occhio da qualche giorno dai militari reggiani dopo alcune segnalazioni da parte di cittadini che riferivano che, in quella via, c’erano movimenti sospetti riconducibili a una possibile attività di spaccio.

L’attenzione dei militari si è focalizzata su una Renault Twingo condotta dal ventenne albanese Alvaro Bulku che si è fermato vicino a un’abitazione da cui è uscito un connazionale coetaneo, Daniel Mansi, che è salito sulla macchina, sedendosi sul lato passeggero. I militari hanno accertato che tra i due è avvenuto un rapido scambio al termine del quale il 20enne seduto sul lato passeggero è uscito dal mezzo, mentre la Renault Twingo si è allontanata in direzione dell’intersezione con la strada provinciale n. 467/R.

A quel punto i militari hanno raggiunto e bloccato l’auto che era condotta da Bulku, 20enne senza fissa dimora. Con sé l’immigrato aveva 400 euro in contanti, un telefono cellulare e, nel supporto della leva del cambio, dove erano stati nascosti, 5 involucri di cellophane color blu con dentro 26 grammi di cocaina.

L’altro albanese ventenne, che era fuggito, è stato inseguito per oltre mezzo chilometro da un maresciallo, di 30 anni piu’ vecchio di lui, che è comunque riuscito a raggiungerlo e a bloccarlo. Quest’ultimo aveva con sé 3.000 euro e un cellulare mentre nella sua abitazione di via Archimede, da cui era stato visto uscire, è stata trovata una busta in cellophane di colore blu con ritagli di forma circolare dello stesso tipo di quelli costituenti l’involucro delle 5 dosi rinvenute all’altro 20enne.

I due sono stati arrestati e questa mattina sono comparsi davanti al tribunale di Reggio Emilia per rispondere delle accuse loro mosse.