Mafie, per giudici Coffrini “ottimo sponsor” di Grande Aracri

Il M5S contro l'ex sindaco di Brescello: "Gli arresti sono legati allo scioglimento"

REGGIO EMILIA – Un “ottimo sponsor” di Francesco Grande Aracri, arrestato ieri insieme ai figli con l’accusa di appartenere alla ‘ndrangheta e fratello di Nicolino, ritenuto il capo della cosca originaria di Cutro che agiva con epicentro a Reggio Emilia. Cosi’ il tribunale di Bologna definisce Marcello Coffrini, ex sindaco del Comune di Brescello (sciolto per mafia nel 2016) secondo cui Francesco Grande Aracri – residente proprio nel paese di Peppone e Don Camillo – era una persona “gentile ed educata”.

Un tratto – scrivono i giudici bolognesi nell’ordinanza di custodia cautelare – “probabilmente corrispondente al vero, ma che invera la cifra comportamentale a cui (Grande Aracri) volutamente ricorre per dissimulare verso l’esterno la propria appartenenza al contesto criminale”. Anche dopo la condanna nel processo Edilpiovra, sottolineano gli inquirenti, il calabrese fece un viaggio a Cutro e organizzo’ diverse riunioni a casa sua per continuare a gestire gli affari della consorteria.

Secondo Sabrina Pignedoli, parlamentare europea del M5s, non sono quindi credibili le dichiarazioni di Marcello ed Ermes Coffrini (padre dell’ex sindaco e primo cittadino precedente di Brescello), secondo cui non ci sono collegamenti tra gli arresti dell’operazione “Grimilde” di ieri e lo scioglimento dell’amministrazione comunale.

“E’ una dichiarazione politicamente molto grave. Che viene smentita da quanto scrivono gli stessi inquirenti nell’ordinanza”, evidenzia Pignedoli. “Non si puo’ aspettare il contrasto alle mafie solo dagli inquirenti – prosegue la pentastellata – anche la politica deve fare la sua parte, prima di tutto prendendo le distanze in modo netto da soggetti controindicati e mandando messaggi chiari e univoci”. Insomma, conclude Pignedoli, “con le mafie non si puo’ collaborare e chi lo fa deve essere immediatamente allontanato dai partiti”.