Imprese, per metalmeccanica un’estate di “ristagno”

I dati forniti da Unindustria: nel primo trimestre sono calati produzione e fatturato

REGGIO EMILIA – L’estate alle porte si annuncia “di stagnazione” per le imprese metalmeccaniche della provincia di Reggio Emilia. Lo prevede l’associazione degli industriali (Unindustria) che ha fatto oggi il punto – in contemporanea in tutta Italia – sullo stato di salute del comparto. Rispetto ai primi tre mesi del 2018, in particolare, il primo trimestre 2019 ha segnato un calo della produzione (del 2,5%) e del fatturato (-1,1%), anche estero. L’unico dato positivo, quello sull’occupazione che vede un +3,3%, e’ ingannevole perche’ “reagisce in ritardo ai cicli economici”.

In realta’, spiega il presidente del gruppo metalmeccanico di Unindustria Sandro Bordoni, “alcune delle aziende piu’ grandi della nostra provincia stanno gia’ registrando una perdita dello 0,5% del personale assunto”. A questo proposito gli industriali esprimono poi “perplessita’” sullo sciopero nazionale unitario dei metalmeccanici indetto per il 14 giugno da Fiom, Fim e Uilm.

“Pur nel rispetto dei ruoli oggi come non mai e’ necessario impegnarsi insieme per l’obiettivo comune della crescita delle imprese e delle persone che vi operano”, dice Unindustria. A confermare il quadro con piu’ ombre che luci sono infine le previsioni degli imprenditori reggiani per il secondo trimestre del 2019, condizionate anche dalle incertezze causate sui mercati internazionali da Brexit, guerra dei dazi Usa-Cina e rallentamento del mercato tedesco dell’auto.

La produzione, che il 40% delle aziende prevede in aumento, contempla infatti anche un 22% che la stima in calo. Gli ordini e l’occupazione sono per il 75% e il 98% dei capitani d’industria stimati stazionari. “In questo scenario – conclude Bordoni – e’ chiaro che un’azione di sostegno del Governo e’ ormai imprescindibile”.