Il M5S: “Il sindaco di Bibbiano si dimetta”

Il vicepremier Di Maio: "Il modello Emilia proposto dal Pd si rivela un incubo"

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REGGIO EMILIA – “Ci aspettiamo che il sindaco Carletti compia un maturo passo indietro e faccia chiarezza sul proprio coinvolgimento e su un sistema intollerabile e condannabile in tutte le sedi”. Il Movimento 5 stelle, che sul caso ha gia’ pronta un’interrogazione parlamentare, reclama ora le dimissioni del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, finito agli arresti domiciliar nell’inchiesta sul business illegale dell’affidamento di minori tolti alle famiglie, con epicentro nei Comuni reggiani dell’Unione Val d’Enza e in cui si contano- tra Emilia-Romagna e Piemonte, 27 indagati di cui 16 destinatari di misure cautelari.

L’appello al primo cittadino arriva dai parlamentari Maria Laura Mantovani e Gabriele Lanzi, insieme con l’europarlamentare Sabrina Pignedoli e la consigliera 5 stelle di Cavriago e dell’Unione Natascia Cersosimo. “Il sistema descritto dagli inquirenti e’ aberrante- sottolineano gli esponenti M5s- e se le accuse fossero confermate i minori e le famiglie che si sono viste separare da loro devono ottenere giustizia”. E ancora: “Quello che per anni e’ stato spacciato come un modello istituzionale con sede a Bibbiano avrebbe avuto secondo gli inquirenti tanti, troppi punti oscuri”. Per questo, Sergio Battelli, presidente della commissione per le Politiche Ue della Camera, anche lui esponente del M5s, sottolinea: “Mi aspetto massima severita’ per coloro che si sono macchiati di un crimine orrendo gettando ulteriore fango su un territorio gia’ marchiato a fuoco dalla terribile vicenda dei ‘diavoli della Bassa modenese'”.

Di Maio: “Una galleria di atrocità”
Punta il dito contro “un altro business, orribile, sui minori. Una galleria di atrocita’ assolute che grida vendetta a Reggio Emilia e per cui oggi -oltre a una ventina di indagati – e’ stato arrestato anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (Pd)”. Poi il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, affonda il colpo sull’Emilia-Romagna: “Quello che viene spacciato per un modello nazionale a cui ispirarsi sul tema della tutela dei minori abusati, il modello ‘Emilia’ proposto dal Pd, si rivela oggi come un sistema da incubo: bambini ‘selezionati’ e sottratti illegittimamente alle famiglie, per poi venire consegnati in una sorta di ‘affido horror’ a personaggi discutibili, tra i quali titolari di sexy shop, pedofili, gente con problemi mentali”.

Il tutto con un ‘lavorio’ di finte psicoterapie e impulsi elettrici per modificare la memoria dei bambini e convincere i giudici della necessita’ dell’affido: “Roba da film dell’orrore, a cui si stenta a credere”, dice (su Facebook) Di Maio, per il quale pero’ due “sono i dettagli davvero sconvolgenti. Il primo e’ che tutta l’operazione, un vero e proprio ‘sistema’, non era gestita da delinquenti o malavita comune, ma da autorevoli rappresentanti delle istituzioni. Medici, psicoterapeuti, servizi sociali, onlus autorizzate e politici a coprire tutto. Chi poteva opporsi a tanto potere? Come poteva una famiglia ‘attenzionata’ da costoro sperare di salvare il proprio bambino?”.

Il secondo dato di rilievo per il vicepremier e’ che “si’, c’era un giro di soldi, come sempre c’e’ in questi casi. Come accadde ai tempi del Forteto: un inferno per bambini che il potere dell’epoca agevolava considerandolo un ‘moderno’ esperimento e contro cui il Movimento 5 stelle ha condotto tante battaglie e che io stesso ho commissariato, firmando l’atto nei confronti della cooperativa”. Di Maio conferma infine su Facebook che a breve partira’ una lettera dal suo ufficio al ministero della Famiglia “per chiedere una verifica immediata di tutto il sistema di affidi nazionale, perche’ orrori simili non sono accettabili. E non lo saranno mai”.

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