Elezioni, i Civici: “Vecchi vince per demerito dei rivali”

La Rubertelli: "Ora il sindaco mantenga la promessa di un governo di dialogo"

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REGGIO EMILIA – “Ci aspettiamo che il sindaco mantenga la promessa fatta in campagna elettorale dando vita a un modello di governo della citta’ basato sul dialogo, anche in sala del Tricolore”. Lo dice Cinzia Rubertelli, gia’ candidata a sindaco di Reggio Emilia ed unica esponente della lista “Alleanza civica” a tornare in Consiglio comunale, il giorno dopo il ballottaggio che ha visto rieleggere il primo cittadino Luca Vecchi del Pd.

“La citta’ – aggiunge Rubertelli – non e’ divisa in buoni e cattivi e per questo ci aspettiamo un cambio di passo, come abbiamo chiesto in campagna elettorale”. Alla vittoria del centrosinistra, conquistata con un risultato finale del 63% dei consensi, la civica muove poi qualche appunto. L’esito “prevedibile, va calato nel quadro di un netto calo di partecipazione al voto e rimargina solo in parte la ‘ferita’ del ballottaggio”.

Infatti “al primo turno piu’ della meta’ degli elettori non ha votato Vecchi, determinando un risultato inedito e storico per Reggio Emilia”. Al secondo turno l’affluenza al voto si e’ fermata al 49,14%. “Cio’ significa che la maggior parte dei reggiani non ha trovato sufficientemente interessanti le due proposte politiche in campo che hanno confermato ciascuna poco meno dei voti del primo turno”, afferma Rubertelli.

Secondo cui, infine, “Vecchi vince anche per ‘demerito’ dei suoi avversari. Noi avevamo proposto che tutte le forze d’opposizione convergessero sulla costruzione di un unico progetto, con un candidato e un programma condivisi, che fosse alternativo a quello dell’amministrazione uscente. Lo abbiamo proposto al primo turno e riproposto al secondo turno”.

Ma “la convergenza tra 5 Stelle e Lega (alleati a Roma) a Reggio non e’ stato possibile realizzarla perche’ hanno prevalso piccoli calcoli di bottega. Gli elettori lo hanno capito e hanno preferito scegliere la continuita’”. Rubertelli rivendica infine che “nel voto amministrativo il Pd e’ uscito sconfitto solo dall’ affermazione di candidati di orientamento civico. Cio’ significa che in assenza di una classe dirigente e dell’incapacita’ dei partiti di fare sintesi ed elaborare proposte inclusive, i cittadini si autorganizzano con successo”.

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