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Droga, 268 reggiani in cura da Papa Giovanni XXIII

Sos dell'associazione: il vero problema è il ritorno al lavoro dopo la terapia

REGGIO EMILIA – Sono stati 268 i reggiani con un problema di dipendenza che nel 2018 si sono rivolti all’associazione Papa Giovanni XXIII per iniziare un percorso di cura nelle comunita’ dell’associazione. L’82% degli utenti ha un’eta’ compresa tra i 30 e i 59 anni e tutti, a prescindere dall’eta’ anagrafica, hanno il problema comune del reinserimento lavorativo alla fine del percorso di riabilitazione.

Non a caso tra i progetti futuri della onlus cooperativa ci sono lo sviluppo del “ramo B” per l’occupazione delle persone svantaggiate, un capannone affittato e gia’ ristrutturato in zona stazione dove offrire opportunita’ di impiego, un rafforzamento del budget dedicato ai tirocini lavorativi e, infine, le sinergie con le aziende del territorio e i servizi sociali per dare un’opportunita’ di reddito agli ex pazienti.

È il quadro emerso dal convegno organizzato oggi negli spazi comunali per la creativita’ giovanile della “sd factory”, in occasione della giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga. Passando invece al servizio pubblico, l’anno scorso gli utenti seguiti dai Sert provinciali sono stati 3.505 di cui 2237 per problemi di tossicodipendenza, 936 per alcolismo, 161 giocatori d’azzardo e 171 tabagisti.

I relatori che si sono alternati spiegano anche l’evoluzione delle strategie di contrasto alle dipendenze patologiche, basate sempre di piu’ sulla “flessibilita’”, la “prossimita’” alle persone -in regione sono 24 le unita’ di strada operative- e un approccio multidisciplinare al problema. Tra le esperienze reggiane evidenziate quella di un centro giovani (che si aggiunge ai consultori gia’ esistenti nei distretti provinciali) a regime dal primo giugno e l’attivazione di un servizio dedicato nello stesso tempo alla salute mentale e alle dipendenze patologiche delle persone in carcere.

Il sindaco Luca Vecchi, rimarcando l’importanza della rete tra istituzioni per un problema “che l’amministrazione non puo’ affrontare da sola” richiama anche le ricadute positive che il contrasto al consumo di droga porterebbe in termini di integrazione delle nuove generazioni straniere.