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Caso Palamara, il reggiano Morlini si autosospende dal Csm

E’ il quinto componente dell’organo a prendere questa decisione dopo l’indagine sull’ex consigliere del Csm accusato di aver ricevuto regali e benefici in cambio di favori

REGGIO EMILIA – Il reggiano Gianluigi Morlini, 50 anni, il più giovane consigliere del Csm, si è autosospeso insieme all’altro consigliere Paolo Criscuolo (come già i colleghi Antonio Lepre e Corrado Cartoni di Magistratura Indipendente). Il consigliere Luigi Spina si è invece dimesso tour court dall’organismo costituzionale. E’ il quinto componente dell’organo ad autosospendersi in seguito all’indagine su Luca Palamara, l’ex consigliere del Csm accusato di aver ricevuto regali e benefici in cambio di favori.

Il consigliere Gianluigi Morlini ha spiegato il suo passo indietro per “senso di responsabilità”, pur nella “certezza della correttezza del mio comportamento” per aver incontrato casualmente a un dopo cena Luca Lotti. Morlini è presidente della V Commissione che si occupa degli incarichi direttivi in magistratura, proprio la questione su cui è emerso il cosiddetto “scandalo toghe sporche”, a base di incontri con esponenti del mondo politico per trattare le nomine alla procura di Roma e di altre sedi.

Lotti, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Renzi e deputato Pd è stato intercettato il 9 maggio insieme al collega Cosimo Ferri mentre discuteva con l’ ex presidente del Csm Luca Palamara e con Luigi Spina sulla successione a Giuseppe Pignatone alla procura di Roma. La conversazione tra i quattro è stata registrata dalla Procura di Perugia.

Secondo i pm perugini, agli incontri con Lotti avrebbero preso parte anche i consiglieri Spina (che si è dimesso dal Csm) e gli autodospesi Antonio Lepre, Corrado Cartoni, Gianluigi Morlini e Criscuoli.

La gravità della situazione è stata sottolineata dal vicepresidente David Ermini che, aprendo il plenum straordinario dedicato appunto al caso delle toghe sporche, ha detto: “Gli eventi di questi giorni hanno inferto una ferita profonda alla magistratura e al Csm. Profonda e dolorosa”. Ermini parlato apertamente di “giochi di potere e traffici venali”. E ha aggiunto: “Siamo di fronte a un passaggio delicato: o sapremo riscattare con i fatti il discredito che si è abbattuto su di noi o saremo perduti”.