Bufera in Comune, ecco i contratti finiti nel mirino della procura

Fra gli affidamenti la nomina del direttore dell'Asp e il global service di Gesta Spa, la sosta del Consorzio Tea, la gestione dell'asilo Maramotti e la rimozione veicoli. Infine i servizi legali

REGGIO EMILIA – Nel mirino della procura, che ha perquisito oggi gli uffici del Comune di Reggio, le sedi di aziende e di studi legali e ha indagato 15 persone, a vario titolo, per turbata libertà degli incanti, falsità ideologica del pubblico ufficiale, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio e corruzione, sono finite le procedure di affidamento dei lavori o dei servizi afferenti ad alcuni ambiti. Vediamo le situazioni, una ad una, specificando che, al momento, non è dato sapere chi siano gli indagati e i destinatari delle perquisizioni.

Nomina direttore Asp e Global service
Le attenzioni della procura si sono rivolte alla nomina del direttore dell’Azienda pubblica di servizi alla persona e all’affidamento a Gesta Spa, società del gruppo Coopservice, che ha ottenuto il servizio vincendo un appalto del valore di undici milioni e 800mila euro, secondo quanto risulta da una determina dirigenziale, del servizio energia, conduzione e manutenzione degli impianti di climatizzazione ed idrico-sanitari negli immobili di pertinenza del Comune di Reggio, per un periodo che va dal 1° ottobre 2016 al 30 settembre 2022.

La sosta
Sotto la lente dei magistrati è finito anche l’affidamento al Consorzio Tea, controllato al 90% da Til (la società che organizza e gestisce i servizi di mobilità collettiva pubblica e privata, partecipata al 100% dal Consorzio Act), della gestione delle aree di sosta comunali e del trasporto scolastico. Una delibera della giunta comunale del 16 maggio scorso aveva previsto la revisione consensuale tra le parti della concessione dei servizi di gestione della sosta in citta’, assegnata nel 2016 dal Comune al consorzio Tea per otto anni e un importo complessivo di 5,2 milioni.

Le modifiche all’accordo, si leggeva nella delibera, sono state concordate dopo che i rappresentanti del consorzio Tea hanno segnalato nel bilancio 2018 “una serie di cir­costanze non dipendenti dal proprio operato che hanno concorso ad arrecare un evi­dente squilibrio economico della concessione in essere, sia per quanto concerne la ri­duzione dei ricavi, sia per cio’ che riguarda l’aumento dei costi”. Tra le varie voci, anche “maggiori costi previsti per il nuovo sistema di bikesharing richiesto dall’amministrazione” e gli oneri aggiuntivi sostenuti per “la gestione dovuta all’installazione e messa in opera di maggior numero di pilomat a tutela della Ztl rispetto a quanto originariamente previsto dall’amministrazione”.

Per “ristabilire l’equilibrio del piano economico-finanziario” di Tea (che ne ha presentato uno nuovo il 13 maggio scorso) senza “alterare la natura della concessione”, si e’ quindi deciso di assegnare al consorzio alcuni nuovi servizi e precisamente: “La realizzazione e ge­stione dei parcheggi ad elevata rotazione giornaliera e a barriere antistanti la stazione Me­diopadana”, la gestione del parcheggio a barriere antistante l’ospedale S. Maria Nuova e quella del nuovo sistema di bike sharing. Per “compensare” i maggiori introiti previsti dalla gestione dei due nuovi parcheggi, il consorzio Tea paghera’ dal 2020 all’amministrazione un canone aggiuntivo di 230.000 euro fino al 2024, per un totale di 1 milione e 150.000 euro. Inoltre versera’ al Comune l’80% degli eventuali maggiori ricavi annui rispetto a quelli indicati nel suo nuovo piano economico finanziario.

La gestione dell’asilo Maramotti e la rimozione veicoli
Nel mirino della procura sono finiti anche la gestione dell’asilo nido “Maramotti” che è affidato alla cooperativa Panta Rei e la rimozione di veicoli e ripristino della sicurezza stradale che è affidata, da anni, all’Autofficina Corradini.

I servizi legali
Sono stati perquisiti ieri gli uffici del Servizio legale del Municipio, guidato dall’avvocato Santo Gnoni. Alle perquisizioni, autorizzate dal Gip, hanno partecipato i sostituiti procuratori Stignani, Salvi e Berardi e, a tutela degli indagati, come prevede la legge, la presidente dell’Ordine degli avvocati reggiani, Celestina Tinelli e la vice Rosanna Beifiori. Perquisito lo studio dell’avvocato amministrativista Paolo Coli.