Appalti e servizi, Sassi e Tutino fra gli indagati

L'accusa per loro è di turbativa d'asta. Avvisi di garanzia anche al responsabile del servizio legale del Comune, Santo Gnoni, al presidente dell'Asp, Raffaele Leoni e ai dirigenti comunali Roberto Montagnani e Silvia Signorelli

REGGIO EMILIA – Ci sono anche il vicesindaco uscente Matteo Sassi e l’oramai ex assessore alla Mobilità Mirko Tutino fra i 15 indagati dell’inchiesta su presunte irregolarità negli appalti del Comune di Reggio. I due non sarebbero stati comunque riconfermati nella futura giunta (Sassi perché ha già svolto due mandati e Tutino perché aveva già detto di non essere disponibile a continuare l’esperienza, ndr).

Per i due ex membri dell’esecutivo Vecchi l’accusa è di turbativa d’asta. I fatti contestati loro si riferiscono alla nomina del direttore dell’azienda pubblica di servizi alla persona (area di competenza dell’assessorato al welfare) e all’appalto per la gestione della sosta su aree comunali (di competenza dell’assessorato alla mobilità).

Gli altri indagati, a quanto si apprende, sono il responsabile del servizio legale del Comune, Santo Gnoni, il presidente dell’Asp-Città delle Persone, Raffaele Leoni e almeno altri due dirigenti comunali, Roberto Montagnani (Servizio Appalti) e la responsabile dell’Unità organizzativa complessa Acquisiti, appalti e contratti, Silvia Signorelli.

Le perquisizioni di ieri mattina sono avvenute in Comune, in tre studi legali, nelle case degli indagati e in alcune società reggiane, come la Til e l’autofficina Corradini, con i finanzieri del nucleo di Polizia economico finanziaria, coordinato dalla Procura reggiana, che cercavano documenti ed elementi utili per le indagini.

Ad accompagnare le fiamme gialle nel loro lavoro quattro sostituti procuratori: Valentina Salvi, Giulia Stignani, Iacopo Berardi e Marco Marano, a cui fanno capo sette diversi procedimenti su alcuni dei più rilevanti appalti assegnati negli ultimi tre anni dal Comune.

Nel mirino delle fiamme gialle, in particolare, l’ufficio del dirigente del servizio legale del Comune, Santo Gnoni, intercettato anche attraverso cimici ambientali e, come nel caso investigativo del togato Luca Palamara legato allo scandalo del Csm, con un trojan installato dagli inquirenti nel telefonino del legale del Comune per documentare gli incontri.

I finanzieri sono andati altri uffici comunali, come ad esempio gli uffici del settore Mobilità, servizi sociali e scuola. Gli studi legali finiti sotto la lente delle Fiamme Gialle sono stati invece quelli dell’avvocato Paolo Coli, dell’avvocato Matteo Fortelli e dell’avvocato Roberta Ugolotti.

Questa inchiesta arriva a 4 mesi di distanza da un’altra indagine (che non ha nessun collegamento con quella recente), che risale al febbraio scorso e vede 18 dirigenti comunali accusati, a vario titolo, di falso e abuso d’ufficio per una serie di incarichi professionali assegnati nel 2013.