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Tangenti, arrestato il sindaco leghista di Legnano

M5s: "Cacciatelo". Ai domiciliari anche l'assessore alle opere pubbliche, in carcere quello al bilancio. Di Maio: "C'è emergenza corruzione". Salvini: "Fiducia nei miei"

REGGIO EMILIA – Azzerata la giunta leghista di Legnano: ai domiciliari il sindaco e l’assessore alle opere pubbliche, in carcere l’assessore al bilancio. Gravi le accuse della procura che parla tra l’altro di ‘scarsissimo senso della legalità’.

Gianbattista Fratus, della Lega, è tra gli arrestati nell’operazione su turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale dei finanzieri del Comando Provinciale di Milano, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio. A Fratus sono stati concessi gli arresti domiciliari così come all’assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. In carcere invece l’assessore al bilancio e vicesindaco del comune di Legnano Maurizio Cozzi. I tre sono indagati a vario titolo per turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale.

All’attacco sul tema corruzione il vicepremier M5s, Luigi Di Maio. “E’ chiaro ed evidente che c’è un’emergenza corruzione, una Tangentopoli bis, che colpisce tutti i partiti e noi dobbiamo arginare questi fenomeni”. E anche il ministro Bonafede interviene: “Non commento mai le indagini in corso, ho massimo rispetto per l’autonomia della magistratura che deve lavorare in pace ma rilevo – dice il ministro – che in Italia c’è una emergenza corruzione”.

“Io faccio un appello a chi vuole dare un chiaro segnale: in Italia questa nuova Tangentopoli deve essere punita non solo con la magistratura ma con il voto degli italiani”, ha detto ancora Di Maio in diretta su Facebook. “Chiedo agli italiani di dare un segnale ben chiaro a tutte le forze politiche coinvolte dicendo che noi una nuova Tangentopoli non la vogliamo. Ed è il momento di dire che lo spazzacorrotti e la legge sul voto di scambio richiedono altri leggi, richiede una legge sul conflitto di interesse, e una legge sulle lobby”, sottolinea.

“Ci aspettiamo un gesto di responsabilità sul sindaco di Legnano ora agli arresti, da chi come noi ambisce al cambiamento: si allontanino questi soggetti per rispetto nei confronti degli italiani. Diano l’esempio che il M5S non ha mai esitato a consegnare ai cittadini”. Così il M5s in un post sul blog delle Stelle dal titolo “cacciate il sindaco”: “Non possiamo rimanere inermi, non è il momento di nascondere la testa sotto la sabbia o testimoniare fiducia a chi sta infangando nuovamente le istituzioni”.

Replica il leader del Carroccio Matteo Salvini: “Non commento le indagini, ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura. Spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli ed innocenti”.

Gravissime le accuse della procura. “La cosa più allarmante e disarmante – ha detto la procuratrice in conferenza stampa – è che gli indagati tutti hanno scarsissimo senso della legalità e non percepiscono assolutamente la gravità delle loro azioni, quasi fosse un modus operandi che, solo perché diffuso, è legalizzato. Così non è”.

Un incarico presso una partecipata alla figlia di un candidato escluso al primo turno, in cambio dell’appoggio elettorale al ballottaggio, è l’accusa al sindaco di Legnano Gianbattista Fratus, arrestato stamattina insieme a due assessori con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e corruzione elettorale. La promessa, stando all’inchiesta delle fiamme gialle e coordinata dal Pm Nadia Calcaterra, è stata mantenuta con un incarico presso la Aemme Linea Ambiente s.r.l.

La nomina di “soggetti e amici e conoscenti, manovrabili e in futuro riconoscenti” attraverso “spregiudicate manipolazioni di procedure”: è quanto c’è alla base dell’indagine che ha coinvolto il sindaco di Legnano Gianbattista Fratus e due assessori della sua giunta, secondo quanto spiegato dal procuratore aggiunto di Busto Arsizio Giuseppe D’Amico.