Salvini e il cuore immacolato della profuga Maria

La madre di Gesù, invocata dal vicepremier oggi in piazza a Milano, fu pure lei migrante in Egitto per sfuggire all'ira di Erode

REGGIO EMILIA – “Mi affido al Cuore immacolato di Maria che ci porterà alla vittoria”. Lo ha detto Matteo Salvini oggi, con il rosario in mano, parlando in piazza Duomo a Milano al termine del corteo a cui hanno partecipato 11 leader dell’ultradestra europea.

Vero che il vicepremier è stato suggestionato dalla Madunina sopra di lui, ma forse dovrebbe essere più prudente nei suoi afflati mariani. Maria era pur sempre una residente della futura Palestina, di pelle scura, che fu profuga pure lei, stando al vangelo di Matteo, quando con Giuseppe e Gesù in fasce, dovette fuggire in Egitto dopo la visita dei Magi e aver appreso che Re Erode voleva fare uccidere i bambini della zona (la cosiddetta strage degli innocenti).

Chissà come sanguinerà il cuore immacolato della beata vergine sapendo che, proprio in quelle ore, c’era una nave, la Sea Watch, fuori dal porto di Lampedusa, che il vicepremier non vuole fare entrare in Italia, con a bordo una donna incinta e altri poveri disgraziati di pelle scura come lei e profughi come la Maria del vangelo.