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Padovani (Lega): “Rivedere fisco, Bolkestein e leggi a tutela del made in Italy”

Il candidato leghista al Parlamento europeo nella circoscrizione del Nord Est: “Priorità nella mia agenda dei lavori sui banchi di Bruxelles e Strasburgo è il rilancio del nostro sistema imprenditoriale”

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REGGIO EMILIA – “Rimettere mano alla tassazione asfissiante sulle imprese, cambiare la Bolkestein per tutelare i nostri stabilimenti, alzare la guardia sulla tutela del made in Italy: queste le priorità nella mia agenda dei lavori sui banchi di Bruxelles e Strasburgo, perché il rilancio del nostro sistema imprenditoriale non può più aspettare”.

Gabriele Padovani, candidato leghista al Parlamento europeo nella circoscrizione del Nord Est ha le idee chiare, così come gli impegni che si è preso col mondo associativo e imprenditoriale e, in sensu lato, con tutta la comunità del Nord-Est.

“La direttiva Bolkestain, approvata nel 2006 quando la Commissione Europea era guidata da Romano Prodi, rappresenta l’esempio di come lunghe e difficili trattative in seno alle istituzioni comunitarie, alla fine possano anche produrre risultati finali che ha lasciato tutti insoddisfatti. Le vicende connesse alla Bolkestain – che, ribadisco, va modificata – dimostrano come l’Ue dovrebbe demandare la gestione di determinati ambiti specifici ai singoli Paesi, affinché questi legiferino tenendo conto delle peculiarità dei singoli territori”.

Venendo alla tassazione asfissinate che sta soffocando le imprese “oggi più che mai rappresenta un problema serio, urgente e da affrontare subito: poiché con un’imposizione fiscale che supera il 60% è davvero difficile poter competere sui mercati globali. Se, per di più, questa Unione europea non tutela la qualità del nostro Made in Italy, acconsentendo all’importazione di prodotti alimentari “fake” (il giro d’affari della pirateria agroalimentare è stimata sui 200 miliardi di euro a livello comunitario) vien da sé che la vita delle nostre aziende sarà sempre più difficile”.

“E’ per queste ragioni che a Bruxelles e Strasburgo mi batterò per sostenere le piccole medie imprese, vera spina dorsale del sistema-Italia. E’ indispensabile portare a compimento gli impegni assunti dallo Small Business Act, ossia: garantire maggior accesso ai finanziamenti alle PMI e alle MPMI; semplificare il contesto normativo e amministrativo, tenendo comunque conto delle peculiarità e delle diverse esigenze, soprattutto delle piccole realtà imprenditoriali nel settore del commercio e del turismo; legiferare con intelligenza, creando un quadro giuridico più equo e trasparente (meno burocrati); favorire un’integrazione tra il mercato unico digitale e piccole realtà locali, che vanno aiutate nella stessa alfabetizzazione digitale, per evitare il fenomeno della desertificazione commerciale dei centri urbani. Problema che va di pari passo con la crescente diminuzione della qualità della vita e una maggiore esigenza di sicurezza e di ordine pubblico” sottolinea Padovani.

“E’ bene che, attraverso il voto del 26 maggio prossimo, i cittadini siano consapevoli che possono (e devono) cambiare questa Europa, oggi a trazione franco-tedesca, per consentire all’Italia di rialzare la testa nel panorama internazionale e battere i pugni sui banchi di Bruxelles e Strasburgo, affinché anche le politiche comunitarie comincino a valorizzare quel brand straordinario che è il Made in Italy” conclude l’eurocandidato.

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