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Padovani (Lega): “Mai più porcate alla prosciuttopoli”

Il candidato leghista al Parlamento europeo: “Da oltre 10 anni mangiamo prosciutto anche da duroc danese"

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REGGIO EMILIA – “Mai più porcate alla “Prosciuttopoli”: questa Europa deve tutelare i prodotti made in Italy e, per farlo, deve cominciare – finalmente – a parlare “italiano”. E’ il commento durissimo di Gabriele Padovani, candidato leghista al Parlamento europeo nella circoscrizione del Nord Est, all’indomani delle denunce lanciate dalla puntata televisiva Report (RaiTre) di martedi 20 maggio che, con un titolo quanto mai significativo, “La Porcata”, ha riacceso i riflettori sullo scandalo Prosciuttopoli, la più grande frode all’Italia che coinvolge il Prosciuttop di Parma Dop e il San Daniele Dop.

“Le eccellenze Dop come il Prosciutto di Parma ed il Prosciutto San Daniele sono il fiore all’occhiello della produzione italiana di salumi. Ogni anno – spiega Padovani – generano un volume d’affari di circa un miliardo di euro e rappresentano la gastronomia italiana in tutto il mondo”.

Per essere immessi in commercio devono ricevere il marchio Dop del consorzio di tutela che supervisiona la produzione, e garantisce che il disciplinare, cioè il rigido regolamento definito e codificato in secoli di tradizione, sia rispettato.

“Ebbene il disciplinare dei due prosciutti Dop prevede che l’inseminazione delle scrofe sia fatta da maiali duroc italiani, ma da oltre 10 anni mangiamo prosciutto anche da duroc danese, perché sono state macellate – nello stesso periodo- circa 1 milione e seicentomila cosce di maiali (20% della produzione dop) provenienti da scrofe inseminate con seme duroc danese. Il duroc danese è più redditizio rispetto a quello italiano, perché i maiali sono pronti in meno mesi (e meno mangime e costi), più pesanti, più magri e con meno grasso. Il prosciutto è buono ma di minore qualità, ed è stato pagato dai consumatori un prezzo superiore al dovuto (anche più 50%)” attacca l’eurocandidato.

Di questa colossale truffa ai danni del nostro Paese si stanno occupando le Procure di Torino e Pordenone.

“Sia chiaro, ben vengano le inchieste, i controlli e le sanzioni contro i trasgressori ma urge un cambio di registro da parte delle istituzioni europee, alle quali chiederò un impegno più concreto nell’interesse di quegli allevatori, macellatori e stagionatori onesti che sono la grandissima parte e giustamente applicano con la massima serietà il disciplinare Dop in modo da garantire la qualità di un prodotto che è eccellenza mondiale” sottolinea Padovani.

“E’ bene che attraverso il voto del 26 maggio prossimo – conclude l’eurocandidato faentino – i cittadini siano consapevoli che possono (e devono) cambiare questa Europa, oggi a trazione franco-tedesca, per consentire all’Italia di rialzare la testa nel panorama internazionale e battere i pugni sui banchi di Bruxelles e Strasburgo, affinché anche le politiche comunitarie comincino a valorizzare quel brand straordinario che è il Made in Italy”.

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