Padovani (Lega): “Infrastrutture, servono più soldi comunitari e meno burocrazia”

Il candidato leghista al Parlamento europeo nella circoscrizione del Nord Est: “Solo gli investimenti in infrastrutture garantiranno la competitività del nostro Sistema sui mercati globali"

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REGGIO EMILIA – “Dall’autostrada E 55 che collega Ravenna a Mestre alla riqualificazione dell’E45, fino alla previsione di una Ravegnana bis. E poi ancora: urge una valutazione con gli operatori del porto e del turismo per il rafforzamento delle linee ferroviarie sia per lo scambio merci che per il trasporto delle persone al fine di andare a migliorare la logistica in ambito commerciale nonché facilitare l’accessibilità dei turisti al territorio Romagnolo. Pochi esempi, ma rappresentantivi, del deficit infrastrutturale che sta penalizzando la provincia di Ravenna, cui occorre porre rimendio quanto prima. Come? Tra i punti fondamentali del nostro programma c’è lo scorporo degli investimenti pubblici dai vincoli imposti dall’Unione”.

E’ l’impegno che si assume Gabriele Padovani, candidato leghista al Parlamento europeo nella circoscrizione del Nord Est, non appena siederà sui banchi di Bruxelles e Strasburgo.

“L’Italia è la seconda economia manifatturiera dell’Unione europea superata solo dalla Germania, – spiega l’eurocandidato – ma si conferma, invece, leader europeo per occupati nelle piccole imprese manifatturiere: 2 milioni di addetti, il 25,7% in più dell’occupazione delle piccole imprese tedesche (1,6 milioni). Ma c’è un però: a differenza di quella degli altri Paesi, l’economia italiana presenta una elevata dipendenza energetica e deve mantenere un alto livello delle esportazioni per poter finanziare la bolletta, che vale circa 2 punti di Pil. In questa prospettiva risultano vitali sia una maggior semplificazione burocratica che maggiori investimenti in infrastrutture, le quali garantiscono la competitività della movimentazione delle merci e del trasporto delle persone, funzionali dunque al rilancio economico e a quello turistico”.

“Vien da sé l’assoluta necessità di un grande piano di investimenti in infrastrutture, che parta dallo sblocco degli investimenti e degli interventi di manutenzione. Da parte mia, mi impegnerò in prima persona affinché i fondi europei che ci spettano non rimangano nei forzieri di Eurolandia, come accade oggi, ma vengano incassati dalle nostre amministrazioni ed investiti in infrastrutture pubbliche, perché queste sono una priorità assoluta non solo per il territorio Romagnolo ma per il Sistema-Italia nel suo complesso” sottolinea Padovani.

Così com’è, questa Europa è un fallimento, è un’ Europa delle regole e dei burocrati. Pertanto è opportuno che attraverso il voto del 26 maggio prossimo – conclude l’eurocandidato faentino – i cittadini siano consapevoli che possono (e devono) cambiare questa Europa, oggi a trazione franco-tedesca, per consentire all’Italia di rialzare la testa nel panorama internazionale e battere i pugni sui banchi di Bruxelles e Strasburgo, affinché anche le politiche comunitarie comincino a valorizzare quel brand straordinario che è il Made in Italy”.

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