Mic, tredici anni di alta formazione cooperativa

Evento finale alla Cantina Albinea Canali. Si è tenuta la finale del percorso di formazione manageriale rivolto alle figure apicali delle cooperative di Legacoop che quest’anno ha coinvolto 22 allievi dall’Emilia Ovest alla Romagna

REGGIO EMILIA – Un pomeriggio intenso in cui i 22 allievi della tredicesima del Mic, corso di alta formazione cooperativa di Legacoop, hanno lanciato le loro sfide su diversi focus: innovazione non solo tecnologica ma anche manageriale e sociale, il ricambio generazionale, la partecipazione del socio, la cooperazione tra cooperative. Dopo un anno di percorso formativo multidisciplinare sviluppato in 168 ore di lezione, la finale è stata ospitata venerdì dalla Cantina Albinea Canali.

Quest’anno l’aula era composta da figure apicali di diverse cooperative tra cui: Accento (Re), Admin (Pr), Ambra (Re), Augeo (Re), Buozzi (Pr), Ccfs (Re), Cfp (Mo), Cila (Re), Cirfood (Re), Coopservice (Re), Cpl Concordia (Mo), Fruttagel (Ra), Gedinfo (Pc), Gsi (Mo), Il Colle (Pr), La Pineta (Re), Legacoop Estense (Fe), Taddei (Pr), Proges (Pr), Siteca (Mo).

La carrellata dei project work, che hanno dato spunti molto interessanti di buone prassi da sviluppare e implementare, è stata intervallata dai commenti dei presidenti Legacoop, Andrea Volta, Emilia Ovest, Giovanni Monti, Emilia-Romagna, e Mauro Lusetti, nazionale. L’evento molto partecipato si è poi concluso con la lectio magistrali del professor Alessandro Hinna, presidente di CNS, sul ruolo della risorsa umana come snodo centrale del successo di impresa.

Dall’anno del suo debutto, il MIC continua a crescere. Sono ormai oltre 300 i corsisti coinvolti da tutta la regione (tra manager, quadri, dirigenti, consiglieri di amministrazione, responsabili d’area).

“Promuovere la formazione è una delle priorità di Legacoop” – dichiara Giovanni Monti, presidente Legacoop Emilia Romagna – “Il Mic rappresenta una leva di conoscenza e rafforzamento del sistema cooperativo. La formazione interaziendale, inoltre, consente di fare rete, di conoscersi e confrontarsi in modo costruttivo, una peculiarità della cooperazione”.

“Il Mic è una palestra, un luogo, dove oltre a sviluppare competenze e conoscenze” – aggiunge Raffaella Curioni, presidente Quadir – “ci si confronta sui temi caldi della cooperazione come partecipazione, ricambio, cooperazione tra cooperative, modelli governance. I docenti, di cui ci avvaliamo, formano un’equipe di altissima qualità sia per i contenuti espressi che per la capacità di coinvolgere gli allievi”.