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Lega-M5S, alta tensione su Siri e sicurezza

Di Maio: "Lega vuole crisi per un indagato corruzione? Basta fare vittime". Salvini: "Il governo durerà". Conte: "Abbiamo un programma di lavoro che impegnerà per tutta la legislatura". Zingaretti: "Governo senza maggioranza, venga in aula"

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REGGIO EMILIA – Ancora alta la tensione nel governo sul caso Siri, mentre si apre un nuovo possibile fronte di scontro, quello sulla sicurezza, dopo la sparatoria di venerdì a Napoli dove è rimasta ferita una bimba in modo grave. Il vicepremier pentastellato, Luigi Di Maio, ha chiesto “più uomini sul terreno. Più controlli, più prevenzione”. Mentre l’altro vicepremier della Lega, Matteo Salvini, rilancia sulla castrazione: “Non ci fermeremo fin quando non sarà legge dello Stato”.

Caso Siri
“Oggi non su uno, ma su quasi ogni giornale c’è scritto che la Lega vuole staccare la spina al governo e ha pianificato di far saltare tutto dopo il voto – ha scritto su Fb Di Maio -. E tutto questo per cosa? Per una poltrona? Per non mollare un loro indagato per corruzione? Lupi, e dico l’ex ministro Maurizio Lupi di Ncd, si dimise per molto meno…”. “Qui si tratta semplicemente di smettere di fare le vittime e rimettersi a lavorare. Il M5S vuole che il governo vada avanti. Si chiama responsabilità”, sottolinea.

“Io penso a lavorare e la mia parola vale più dei sondaggi: il Governo durerà altri 4 anni – ha detto il vicepremier Matteo Salvini – e agli italiani non frega niente di quello che titolano i giornali o i telegiornali che rincorrono polemiche inutili. E’ per questo che vendono sempre meno e i dibattiti televisivi perdono ascolti”. “I giornalisti sono liberi di scrivere quello che vogliono ma poi non si devono lamentare se i giornali vendono sempre meno. Io la sera preferisco guardare Peppa Pig con mia figlia”.

Salvini ha detto, comunque, di fidarsi ancora di Conte e il governo andrà avanti anche in caso di dimissioni di Siri: lo ha detto dopo un comizio elettorale a Prato lo stesso ministro dell’Interno rispondendo ai cronisti. Alla domanda se “si fida” ancora del premier Giuseppe Conte, Salvini ha risposto “Sì, certo”. A Salvini è stato anche chiesto se il governo andrà avanti nonostante le eventuali dimissioni di Siri e lui ha risposto: “Noi andiamo avanti”.

Interviene il premier Giuseppe Conte: “Noi siamo qui per lavorare per i cittadini, abbiamo un programma di lavoro che impegnerà per tutta la legislatura”. “Non alimentare polemiche sterili. Stiamo lavorando, siamo tutti concentrati a lavorare. Tutti determinati a portare avanti questa esperienza di Governo. Non raccogliete false notizie, false dichiarazioni”, dice Conte replicando a chi gli chiede delle voci che ipotizzano una mancanza di fiducia da parte del leader della Lega, Matteo Salvini.

“Non ci sarà nessuna conta. Il caso Siri non è il caso all’ordine del giorno. Il caso Siri è stato all’ordine del giorno venerdì. Ci ritornerà al prossimo Consiglio dei Ministri”, ha poi spiegato Conte.

“Il leader della Lega ha detto: ‘Conte non ha più la mia fiducia’. O è la solita buffonata di un gruppo di buffoni o prendiamo atto che il Governo non ha più la maggioranza – ha detto il leader Pd Nicola Zingaretti -. Il Presidente Conte si presenti alle Camere. Anche perché i conti sono fuori controllo, l’Europa e i mercati se ne sono accorti e il Ministro del tesoro ha annunciato o tagli ai servizi o aumento Iva. Gli italiani devono sapere se qualcuno sta governando”.

Sicurezza
In un post su Fb, Di Maio, ha scritto di pregare per la bimba. “Questa notte è stata operata la bambina di 4 anni ferita venerdì pomeriggio in una sparatoria nel centro di Napoli. I medici dicono che è molto grave. Prego per lei, prego per questa creatura perche’ ce la faccia. Una cosa è certa: serve più sicurezza, servono più uomini sul terreno. Più controlli, più prevenzione, che passa anche per un forte sostegno a chi è impegnato nel sociale per salvare i ragazzi dalle famiglie di Camorra e dai quartieri in difficoltà”.

Prega anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Una preghiera per la bambina ferita in una sparatoria a Napoli. È necessario stringersi attorno ai medici e a una famiglia sconvolta dal dolore. I maledetti criminali che l’hanno colpita non avranno tregua: sappiano che per loro è pronta la galera”.

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