La Fiorini (Fi): “Vecchi teme la sconfitta e attacca la società civile”

La deputata di Forza Italia: "E' la riprova di una sinistra elitaria che non è più in grado di comprendere i bisogni della città e dei suoi cittadini”

REGGIO EMILIA – “Per la prima volta, nella storia della nostra città, il centrodestra è riuscito ad arrivare ad uno storico ballottaggio, mentre la sinistra pensava, come sempre, di vincere a mani basse. Questo risultato, sorprendente, deve aver fatto perdere la calma al sindaco Vecchi che si è lasciato andare a dichiarazioni false nei confronti del candidato sindaco Salati e della coalizione che lo sostiene”.

Lo sostiene la deputata reggiana di Forza Italia che corre in soccorso di Roberto Salati in un campagna elettorale che, finora, era stata piuttosto sonnacchiosa, ma che ora si sta infiammando durante il ballottaggio fra il sindaco Luca Vecchi e lo sfidante di centrodestra, Roberto Salati. A dare fuoco alle polveri un’intervista di Reggio Sera a Salati in cui l’ex fotografo ha giocato la carta del civismo e ha detto: “Non era facile chiamare a raccolta i reggiani che vengono da 74 anni di oppressione. Questa è una città che non è libera e non è democratica. Al ballottaggio corriamo io e Vecchi, per cui i partiti non ci sono più. Salvini e Meloni a Reggio? Preferisco lasciare la politica fuori da questa competizione”.

Immediata la replica di Vecchi che ha accusato Salati di non avere “rispetto della città”. Ha aggiunto il sindaco: “Dire che Reggio ha un sistema oppressivo e una modalità di voto non libera, significa andare oltre il politicamente scorretto”. E aveva aggiunto: “Lui un civico? E’ stato scelto dalle segreterie dei partiti come nella Prima Repubblica. Nessuno che conta in città lo sostiene e si è visto nelle urne”. A stretto giro di posta la replica di Salati che gli aveva detto: “Con te ci sono i poteri forti e con me i cittadini”.

Sulla vicenda interviene appunto anche la Fiorini che scrive: “Innanzitutto voglio ricordare a Vecchi che il nostro candidato è stato scelto sul territorio ed è espressione della società civile, a differenza di Vecchi che è invece un esponente del Pd voluto dalle segreterie di partito, ma che, evidentemente, se ne vergogna, dal momento che, durante tutta la campagna elettorale, non ha voluto il simbolo del Pd accanto al suo nome e alla sua immagine. In secondo luogo, quando Vecchi afferma che non c’è nessuno di “rilievo” che a Reggio ha sostenuto Salati, manca profondamente di rispetto verso tutti i suoi cittadini e soprattutto coloro che al primo turno hanno votato Salati, cittadini che saranno ancora più numerosi al ballottaggio. Vecchi ha una visione elitaria della società e della politica, per cui chi vota il Pd e la sinistra è qualcuno che conta, mentre chi vota per altri non conta nulla. Allora noi preferiamo stare con chi, secondo Vecchi, non conta nulla”.

Conclude la Fiorini: “Davvero sorprendente che sia proprio un esponente di sinistra, che per ideologia politica dovrebbe in teoria considerare uguali tutti i cittadini, a distinguerli in cittadini di serie A e di serie B a seconda di come votino. E’ la riprova di una sinistra elitaria, che ha ormai perso il contatto con la realtà, una sinistra di potere, di palazzo, di apparato (che sta fallendo e mi riferisco alle crisi del sistema cooperativo e alle sue conseguenze per tutto il tessuto economico locale) e che non è più in grado di comprendere i bisogni della città e dei suoi cittadini”.