Compensi, il confronto tra i top manager delle multiutility

Nel complesso i dirigenti di Iren guadagnano meno di chi ricopre gli stessi incarichi in aziende di dimensioni simili

REGGIO EMILIA – Si sta scatenando in questi giorni una polemica sui compensi dei manager di Iren. In particolare ha suscitato scalpore lo stipendio erogato, nel 2018, all’amministratore delegato Massimiliano Bianco, di 726mila euro. In realtà, considerando che l’ad di Iren ha riscosso i bonus legati a un quadriennio di lavoro, sarebbe più corretto parlare di una media di 450mila euro l’anno.

Non poco, direte. Certo. Tuttavia, per inquadrare la vicenda in una dimensione corretta, bisognerebbe paragonare i compensi dei top manager di Iren a quelli delle altre grandi multiutility italiane. Si scoprirebbe allora che la somma degli stipendi dei tre top manager di Iren, presidente, vicepresidente e amministratore delegato, è inferiore a quelle dei top manager di Hera, Acea e A2A, le multiutility di Bologna, Milano e Roma. E che i 450mila euro di Bianco sono un compenso anche leggermente inferiore rispetto a quelli di altri ad. Vediamo, ad uno ad uno i vari compensi lordi come si evincono dalle relazioni del comitato remunerazioni 2018 delle rispettive aziende.

Hera: il presidente esecutivo di Hera ha percepito complessivamente 500.930 euro. L’amministratore delegato Hera ha guadagnato 512.235 euro, mentre al vicepresidente sono andati 89.026 euro. Il totale delle tre cariche ammonta a 1 milione e 100mila euro.

Acea: il presidente ha guadagnato 146mila euro, l’amministratore delegato 496mila euro, oltre a una retribuzione variabile di medio-lungo periodo che matura nell’arco di tre anni, fino a un massimo pari al 40% della retribuzione fissa, sarebbe a dire fino 96.000 euro. Manca un vicepresidente. Il totale delle due cariche ammonta a 738mila euro.

A2A: presidente guadagna 400mila euro. Il vicepresidente 178mila. L’amministratore delegato ne guadagna 280mila. Il totale delle tre cariche ammonta a 858mila euro.

Iren: presidente 176mila euro, vicepresidente 63mila euro, amministratore delegato 726mila euro (in questa cifra sono compresi, oltre al compenso base di 304mila euro, i bonus per i risultati raggiunti in un quadriennio). Spalmando i bonus su quattro anni lo stipendio dell’ad sarebbe di circa 450mila euro annui. Il totale delle tre cariche ammonta a 689mila euro.