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“Caro Salvini, Reggio non ha paura dello straniero”

Francesca Boni, candidata con la lista civica Reggio è: "Siamo da sempre una città egualitaria, non sarà la sua visita a farci vacillare nella nostra identità"

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REGGIO EMILIACom’era prevedibile, Matteo Salvini arriva a Reggio Emilia per dare man forte a una destra cittadina che sembra affidarsi unicamente al consenso nazionale di cui la Lega gode in questo momento. La campagna elettorale del ministro dell’Interno punta a generare paura e insicurezza sociale. L’idea che siamo in pericolo perché invasi dallo straniero, il ritorno ai tradizionalismi, la volontà di relegare le donne a un ruolo subalterno sono suggestioni utili a creare una politica di delega totale al capopopolo.

Sia chiaro al ministro Salvini che a Reggio Emilia queste paure non attecchiscono. La nostra è una città aperta e solidale, dove da sempre si combatte per i diritti di tutte le persone. Una città che ha posto le sue fondamenta sull’associazionismo e sul volontariato. Da qui deve partire un segnale forte, in decisa controtendenza con il sentimento nazionale imperante.

Anche per questo ci stiamo spendendo come “Reggio è”. Se Salvini pensa che i bambini non debbano essere “confezionati dall’Africa”, noi invece crediamo che siano tutti uguali e proponiamo asili nido gratuiti per consentire a tutti di essere cittadini allo stesso modo, da subito, oltre la provenienza sociale, culturale o geografica. L’educazione deve essere diritto universale e primo presidio di democrazia e mobilità sociale. Ai bambini è affidato il futuro della nostra città: impegniamoci perché possano sentirsi radicati e avere tutti le stesse possibilità.

Il governo ha tolto i bonus alle madri lavoratrici e vorrebbe che le donne stessero a casa dal lavoro a occuparsi della famiglia. Noi invece crediamo nell’autodeterminazione delle persone, che devono avere la possibilità di scegliere e ottenere gli strumenti sociali e culturali per farlo. Pensiamo che i diritti debbano essere di tutti, che le minoranze vadano tutelate e rispettate, senza cadere nella logica per cui ciò che viene dato a uno viene tolto a un altro.

A Reggio Emilia è andato deserto il bando per la gestione dell’accoglienza per i richiedenti asilo. La scelta delle cooperative e onlus reggiane, che ha scatenato le più svariate strumentalizzazioni da parte delle destre, è invece un gesto di grande civiltà, nel rispetto sia delle persone accolte sia dei lavoratori coinvolti nei progetti. Non si può pensare di creare maggiore sicurezza sociale relegando le persone ai margini e svuotando di ogni possibilità i percorsi di integrazione.

I tagli del governo hanno l’obiettivo di moltiplicare la ghettizzazione e alimentare la narrazione dello straniero cattivo. Noi invece vogliamo lavorare insieme per costruire un progetto politico moderno e solidale, che trovi nelle nostre radici nuova linfa per un futuro di partecipazione e tutela dei diritti di tutti. Reggio Emilia è da sempre una città egualitaria, non sarà la visita di Salvini a farla vacillare nella sua identità.

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