Bibbiano-San Polo: in estate tocca al camp griffato Tedeschi-La Rosa

Intervista al responsabile del settore giovanile Nello Monelli: “Ad oggi contiamo circa 250 tesserati e la nostra è una Scuola calcio che guarda al futuro. La fusione? Ci siamo riusciti grazie al grande impegno dei due sindaci, lavoriamo per il bene della comunità”

BIBBIANO – SAN POLO – Allenatore in campo anche quando giocava, uno che non ha mai mollato, anche sotto di tre a zero a cinque minuti dalla fine. Nello Monelli è, per gli amanti del calcio a Km 0, l’emblema del trascinatore, del giocatore di carattere e di temperamento. Oggi l’ex calciatore, da una vita commissario di polizia, è impegnato nella gestione del settore giovanile del Bibbiano-San Polo, società che ha a cuore e che cresce, anno dopo anno. Abbiamo incontrato Nello Monelli al bar sport per parlare del camp estivo, della Scuola Calcio e di tutto quello che riguarda il futuro del settore giovanile.

Nonostante gli ottimi risultati non sei mai soddisfatto
Abbiamo portato a termine una buona stagione, però potevamo fare di più, potevamo raccogliere qualche soddisfazione in più. Sarà per l’anno prossimo.

Dalla Scuola Calcio alla Juniores tutto è filato liscio
Non possiamo lamentarci, ma con alcune annate si poteva arrivare alle fasi regionali, con altre invece abbiamo fatto più del possibile chiudendo alle spalle di corazzate davvero più forti di noi. Forse la Juniores poteva fare di più, campionato anonimo, ora questi ragazzi dovranno riscattarsi al Cavazzoli, credo molto in loro e sono certo che riusciranno a lasciare il segno.

Avere una prima squadra che crede nella linea verde è d’aiuto a tutto il settore giovanile
Certamente, ma non basta una stagione. La prima squadra deve continuare su questa strada per qualche anno, sono risultati che diventano concreti dopo percorsi più lunghi. Mi auguro di vedere sempre più giovani in prima squadra, è il successo più grande al quale possiamo ambire, ed è anche un traguardo difficile da raggiungere.

La fusione è riuscita bene
Al momento abbiamo circa 250 bambini e ragazzini tesserati con noi, su due comuni (Bibbiano e San Polo). Non è stato facile, ma dopo qualche anno i confini tra le due società erano quasi scomparsi. Chiaro che, al bar, qualche anziano ancora fa il naso storto quando legge Bibbiano-San Polo, ma il campanilismo è storia passata.

Siete riusciti a fare il bene della comunità con questa fusione
Dobbiamo ringraziare i due sindaci che ci hanno aiutati e tutti i dirigenti e volontari. Oggi il progetto che avevamo in mente è cosa concreta e sono felicissimo di poter dare il mio contributo.

 Il segreto di questo successo? Tante fusioni si sono trasformate in annessioni, altre invece sono fallite
Noi siamo stati bravi: il segreto? Lasciare autonome le piazze e le frazioni, invece di cancellare i simboli locali abbiamo dato manforte al Barcaccia, al San Polo, al Bibbiano e al Camara. Le Scuole calcio sono indipendenti ed i bambini possono scegliere dove iniziare il percorso, così da non svuotare le comunità delle loro prime leve. Abbiamo difeso l’autonomia senza cancellare la storia di nessuno. Quando i ragazzi crescono tutti gli affluenti arrivano al fiume principale, così da allestire le annate dando la possibilità ai ragazzi di fare allenamento nel migliore dei modi.

Passano gli anni ma la grinta e la passione di Monelli non cala, anzi…Assolutamente: amo questo sport, credo fortemente nei valori dell’associazionismo e farò sempre tutto il possibile per i giovani e per la Scuola calcio.

Attività che non si ferma nemmeno a giugno
Esatto: grazie agli amici Max La Rosa e Andrea Tedeschi abbiamo organizzato il nostro primo camp estivo autonomo. L’anno scorso abbiamo proposto ai nostri tesserati il camp griffato Real Madrid, oggi proviamo a mettere in campo quanto imparato dalle scorse esperienze. Sono sicuro che gli amici Max e Andrea faranno benissimo.