Ballottaggio, Vecchi a Salati: “Non hai rispetto della città”

Il candidato del centrosinistra: "Dire che Reggio ha un sistema oppressivo e una modalità di voto non libera, significa andare oltre il politicamente scorretto". E aggiunge: "Lui un civico? E' stato scelto dalle segreterie dei partiti come nella Prima Repubblica. Nessuno che conta in città lo sostiene e si è visto nelle urne"

REGGIO EMILIA – “Le dichiarazioni di Salati sono poco rispettose nei confronti della storia della nostra città. Dire che Reggio ha un sistema oppressivo e una modalità di voto non libera, significa andare oltre il politicamente scorretto”.

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Il candidato sindaco del centrosinistra, Luca Vecchi, replica duramente al candidato del centrodestra che, in un’intervista a Reggio Sera, detto che non è stato “facile chiamare a raccolta i reggiani che vengono da 74 anni di oppressione” e ha aggiunto che Reggio è “una città che non è libera e non è democratica”. E aggiunge: “Lui un civico? E’ stato scelto dalle segreterie dei partiti come nella Prima Repubblica. Nessuno che conta in città lo sostiene e si è visto nelle urne. Abbia il coraggio di andare fino in fondo con la destra di Salvini”.

Vecchi, questo è un ballottaggio storico. Nessun candidato del centrosinistra era mai andato al secondo turno. Come l’ha presa?
E’ un risultato comunque importante. Noi abbiamo iniziato un percorso dodici mesi fa, dopo le politiche del 4 marzo 2018, quando, in questa città, il Pd era al 29% e il centrosinistra al 36%. Abbiamo costruito un progetto che ha visto la partecipazione di diverse liste civiche e il Pd, oggi, è risalito fino al 39%. Siamo arrivati al 49,2%. La città ha scelto di essere qualcosa di diverso rispetto a quello che sta accadendo in giro per l’Italia. Lo si è visto nelle differenze dell’esito del voto, in città e in provincia, fra le Europee e le Comunali. E’ stato premiato un livello valoriale diverso rispetto a quello sovranista e nazionalista di destra promosso da Salvini.

Certo, un po’ di amarezza resta perché, per esempio, il suo collega Muzzarelli, a Modena, ha vinto al primo turno. O no?
Modena ha ottenuto un risultato rilevante, ma in un contesto che presenta elementi diversi rispetto a quello reggiano. Qui il M5S ha tenuto di più e la lista di sinistra che appoggiava Muzzarelli ha preso l’8%. Poi bisogna considerare che noi eravamo l’unica città in Italia che non era mai andata al ballottaggio. Il che, in un contesto tripolare, è la norma.

Salati a Reggio Sera ha detto che non è stato “facile chiamare a raccolta i reggiani che vengono da 74 anni di oppressione”. Ha aggiunto che Reggio è “una città che non è libera e non è democratica”. Cosa pensa di queste affermazioni?
Mi ha molto colpito perché, quando si ottiene un risultato deludente e si dà la colpa agli elettori, si parte male. La destra ha preso migliaia di voti in meno alle amministrative, rispetto a quelli che ha ottenuto nella competizione europea nello stesso election day. Bisognerebbe essere umili e cercare di capire perché. Le sue sono dichiarazioni, invece, poco rispettose verso la storia della nostra città. Dire che Reggio ha un sistema oppressivo e una modalità di voto non libera, significa andare oltre il politicamente scorretto. Questa è un’azione di scarso rispetto nei confronti della città che ha una storia di libertà, dignità e democrazia. Sostenere che i reggiani sono oppressi, da 74 anni a questa parte, significa essere poco rispettosi nei confronti di tutta la città e anche di quel mondo moderato e liberale che non ha apprezzato la candidatura di Salati. E questo lo si è visto nello spoglio delle schede.

Salati oggi si dichiara civico, nonostante sia sostenuto da Lega Nord, Forza Italia e Fdi. Perché secondo lei?
E’ bizzarro. Io penso che bisogna parlare un linguaggio di verità, nel bene e nel male. Tutti sanno che Salati lo hanno scelto Vinci e la Lega Nord nel solco dell’impostazione salviniana e che è stato sostenuto da una Forza Italia ridotta al minimo storico, il che mostra come ha reagito il mondo moderato della città alla sua candidatura. Fra l’altro la Lega ha ottenuto un risultato deludente in provincia e a Reggio, rispetto al boom nazionale. Se Salati voleva essere un candidato civico, si faceva, per tempo, una lista civica con alte personalità della città e invece non c’è nessuno di rilievo che a Reggio lo ha sostenuto. Lui, invece, è stato designato dalle segreterie di quei partiti come avveniva nella Prima Repubblica. Ora deve avere il coraggio delle sue azioni e andare fino in fondo a un progetto politico salviniano di destra.