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“Vincita da 2,5 milioni, le probabilità sono di una su 130 milioni”

Matteo Iori, presidente della Papa Giovanni XXIII: "Peccato che i 5,19 milioni di italiani che perdano ogni giorno sui giornali non abbiano mai lo stesso risalto"

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REGGIO EMILIALa vincita di 2,5 milioni di euro è sicuramente una notizia importante e inusuale e capisco che un organo d’informazione non possa esimersi dal metterla in risalto. Credo però che sarebbe opportuno offrire ai cittadini anche un’altra opportunità di approfondimento.

Come sapete la Papa Giovanni XXIII già dal 2000 ha aperto un intervento per persone che sono diventate dipendenti dal gioco d’azzardo, attualmente gestiamo 4 gruppi settimanali a Reggio Emilia, 3 nel modenese e due strutture di accoglienza per giocatori patologici inviati dai servizi pubblici; in questi anni abbiamo avuto ben 1.947 richieste di aiuto su questi temi e sappiamo bene quali sono le ricadute della dipendenza da gioco sui giocatori e su tutto il loro contesto familiare.

Come la nostra esperienza ci dice, nei giocatori spessissimo scatta l’idea che “la vincita sia a portata di mano” e questo è ciò che li motiva a provare, riprovare e riprovare di nuovo. Le pubblicità sul gioco d’azzardo puntano su questa falsa percezione e purtroppo anche le notizie di grandi vincite hanno esattamente lo stesso effetto. Mi sembrava utile far riflettere i cittadini sulla differenza che passa fra la percezione di una vincita “vicina” e le reali possibilità di ottenerla.

Partiamo da ciò che è successo a San Rigo; come ci dice il sito di Lottomatica la possibilità che una persona indovini 10 numeri e i due “numeri oro” è pari a una su 130,73 milioni. Per renderlo più comprensibile basti pensare che se consideriamo il tagliando del “10 e lotto” lungo 10 centimetri e pensiamo di stenderne uno a fianco all’altro per 130 milioni di volte, partendo da Reggio Emilia avremmo una fila ininterrotta di tagliandi che arriva fino a Vladivostok sul Mar del Giappone che google ci dice essere a 118 milioni di decimetri da Reggio Emilia, anche se in realtà avremmo ancora 20 milioni di biglietti da stendere ma dopo c’è il mare. Questo significa che se avessimo una strada di 130 milioni di biglietti che da Reggio Emilia arriva al Mar del Giappone e ne potessimo scegliere solo uno, quello sarebbe la nostra possibilità di fare la stessa vincita della signora.

Questo non significa che è impossibile, perché in Italia ogni tanto qualcuno vince, ma dimostra che, perché accada, devono essere venduti centinaia di milioni di tagliandi. E se pensiamo ai 10 euro spesi dalla signora (5 per i numeri e 5 per i numeri oro) capiamo come mai in Italia nel 2018 si siano spesi circa 107 miliardi di euro in gioco d’azzardo.

Avete idea di quanti gratta e vinci vengono venduti in Italia ogni anno? Lo sappiamo grazie a un’interrogazione parlamentare dell’ex On. Paglia: sono 1,9 miliardi di tagliandi venduti, che equivalgono a 5,2 milioni di biglietti venduti ogni giorno dell’anno. Per forza ogni tanto qualcuno vince e dopo va su tutti i giornali, peccato che i 5,19 milioni di italiani che perdano ogni giorno sui giornali non abbiano mai lo stesso risalto.

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