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Via libera al Def: “No a nuove tasse e manovra correttiva”

Confermato il Pil allo 0,2%. Rispettati gli obiettivi Ue. Durante la riunione è spuntato il nodo dell'aumento dell'Iva. Categorici Di Maio e Salvini l'aumento non esiste'. E sulla flat tax il ministro dell'Interno precisa: 'Si farà'

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REGGIO EMILIA – Il Consiglio dei ministri ha approvato, in una riunione durata circa mezz’ora, il Documento di economia e finanza. Lo confermano fonti di governo al termine della riunione. “Confermati i programmi di governo: nessuna nuova tassa e nessuna manovra correttiva”. Anche se bisognerà capire come questo sia compatibile con le dichiarazioni di Di Maio che dicono che l’imposta non aumenterà, considerando che per sterilizzare l’aumento dell’Iva serviranno 23 miliardi.

E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi al termine del Cdm che ha varato il Def. “Confermati i programmi di governo: nessuna nuova tassa e nessuna manovra correttiva”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi al termine del Cdm che ha varato il Def. Confermato il Pil allo 0,2%.

Nessuna conferenza stampa, al termine del Consiglio dei ministri sul Documento di economia e finanza. Lo si apprende da fonti di governo che spiegano che il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha lasciato la sede della presidenza. Il premier Giuseppe Conte si è invece fermato a parlare con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in un colloquio che fonti governative definiscono di semplice saluto.

Sarebbe spuntato il nodo di come disinnescare l’aumento dell’Iva nel corso della riunione del Cdm che ha varato il Def. E’ quanto si apprende da fonti della maggioranza che assicurano, tuttavia, che i problemi saranno risolti. Su questo punto il vicepremier Luigi Di Maio, a quanto si apprende, sarebbe stato categorico, sottolineano che l’ipotesi che l’Imposta aumenti “non esiste”.

E’ “positivo il giudizio sul Def”. Lo afferma Matteo Salvini al termine del Consiglio dei ministri. “La flat tax si farà, nel documento se ne parla in due passaggi. Non si torna indietro su quota 100, nessun aumento dell’Iva”, afferma il leader della Lega.

Salvini e la Lega si aspettavano una aliquota al 15% per il ceto medio, indicato in redditi fino a 50mila euro. Ma il costo di 12-15 miliardi è insopportabile per finanze pubbliche che devono già reperire 23 miliardi per sterilizzare gli aumenti Iva che scatterebbero il prossimo anno. Ecco perché viene inserito il riferimento ai redditi fino a 30mila euro, poi dopo le elezioni e l’estate si vedrà.

Per il momento si delinea un punto d’arrivo con due aliquote: “Il sentiero di riforma per i prossimi anni prevede la graduale estensione del regime d’imposta sulle persone fisiche a due aliquote Irpef del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi, al contempo riformando le deduzioni e detrazioni. Per incentivare gli investimenti, le imprese potranno beneficiare di una riduzione dell’aliquota Ires applicabile agli utili non distribuiti”, si leggeva in una delle bozze circolate prima della riunione. La doppia aliquota Irpef “sarà coperta da una riduzione delle spese fiscali, salvaguardando quelle destinate al sostegno della famiglia e delle persone con disabilità”, si precisa.

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