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Sri Lanka, bombe contro chiese e hotel: almeno 290 morti

Sono almeno 138 i morti finora provocati delle esplosioni simultanee che hanno colpito oggi chiese e hotel dello Sri Lanka: lo riporta il quotidiano Daily News, che parla di almeno 402 morti

REGGIO EMILIA – Otto esplosioni hanno colpito, nel giorno di Pasqua, tre chiese e tre hotel tra la capitale Colombo e un’altra città dello Sri Lanka. Al momento i morti sono almeno 290 (di cui 35 sono stranieri) e si parla di oltre 500 feriti. Tra le vittime ci sono anche almeno 35 stranieri. Fra questi ci sono anche cittadini americani, britannici e olandesi: lo riporta il il quotidiano degli Emirati Khaleej Times, che cita una fonte ospedaliera. La settima esplosione, secondo il Guardian, è avvenuta a Dehiwala, un sobborgo alla periferia della capitale Colombo. L’ottava, secondo la stampa locale, è avvenuta a Dematagoda, un sobborgo della capitale Colombo.

Il ministro della Difesa, Ruwan Wijewardene, dopo le ultime due esplosioni ha affermato che tutti i responsabili degli attacchi “sono stati identificati” e verranno arrestati “il prima possibile”. Il ministro ha parlato di atti di “terrorismo” compiuti da estremisti religiosi, ma non ci sono state rivendicazioni da parte di alcun gruppo.

La Farnesina ha confermato in un tweet che l’unità di crisi è al lavoro, insieme all’Ambasciata d’Italia a Colombo “per effettuare verifiche”. Nel tweet è indicato anche un numero di telefono a cui rivolgersi per eventuali segnalazioni: 00390636225. Secondo quanto riporta la Bbc, almeno nove stranieri sono morti in seguito agli attentati ai tre hotel di Colombo. Gli hotel colpiti sono lo Shangri-La, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand.

Nel Paese dell’Asia meridionale la minoranza cristiana è circa il 7,5% della popolazione. Il capo della polizia dello Sri Lanka aveva messo in guardia, 10 giorni fa, contro possibili attentati kamikaze a “chiese di rilievo” del Paese: lo scrive il giornale The Irish Sun. Come è emerso questa mattina, almeno due dei sei attacchi odierni contro chiese e hotel sono stati eseguiti da attentatori kamikaze.

“La preghiera, mia, del governo e di tutti gli Italiani, per i morti innocenti massacrati dai terroristi in Sri Lanka”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Anche nella domenica di Pasqua ci sono quelli che seminano odio e raccolgono morte. Gli attacchi che nello Sri Lanka hanno colpito le chiese testimoniano di un genocidio perpetrato contro i cristiani. Preghiamo per le vittime innocenti e lavoriamo per la libertà di religione nel mondo”. Così in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Gli attentati non sono ancora stati rivendicati, ma l’11 aprile scorso, il capo della polizia, Pujuth Jayasundara, aveva fatto diramare un allarme dell’intelligence ai più alti ufficiali, dichiarando che alcuni kamikaze pianificavano di colpire delle “chiese importanti”. “Un’agenzia di intelligence straniera ha riferito che l’NTJ (National Thowheeth Jama’ath) sta pianificando di compiere attacchi suicidi contro chiese di spicco come pure l’alta commissione indiana a Colombo”, si legge nel messaggio. L’NTJ è un gruppo radicale musulmano in Sri Lanka, legato alla vandalizzazione delle statue buddiste.

In Sri Lanka, un paese insulare con 21 milioni di abitanti a sud del subcontinente indiano, è stata per 26 anni combattuta una durissima guerra civile tra il governo regolare e i ribelli separatisti noti come Tigri Tamil, che rivendicavano la creazione di uno stato indipendente nel nord e nell’est del paese. La guerra è formalmente finita nel 2009, ma il processo di pace e riunificazione sta andando molto a rilento. La popolazione dello Sri Lanka è a grandissima maggioranza di fede buddhista, ma ci sono tre corpose minoranze: quella induista, quella musulmana e quella cristiana.