Smontaggio aula Aemilia, il Comune deve sborsare 230mila euro

L'ente stanzia la cifra in bilancio: scintille in aula per deciderne cosa farne

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REGGIO EMILIA – Costera’ 230.000 euro smantellare l’aula “bunker” collocata nella piazzetta del tribunale di Reggio Emilia, che ha ospitato fino al 31 ottobre scorso il maxi processo Aemilia contro la ‘ndrangheta. La cifra emerge dalla seduta del Consiglio comunale di ieri, dove si e’ discusso una variazione al bilancio.

Lo “sgombero” della struttura, che sara’ smontata e portata nei magazzini comunali di via Mazzacurati, e’ stato sollecitato dal tribunale con “tempi molto rapidi” per l’intervento. Ecco perche’, emerge dal dibattito, sono disattese per mancanza di tempo le richieste avanzate dal consigliere Claudio Bassi (Forza Italia), secondo cui, “prima di smontare l’aula sarebbe opportuno un bando, un concorso di idee, per evitare che questa struttura, cosi’ importante anche dal punto di vista simbolico, che e’ invece doveroso riqualificare, rimanga abbandonata nei magazzini del Comune”.

Sulle nuove funzioni che il prefabbricato potrebbe assumere, le idee non mancano. Per Bassi potrebbe diventare “una palestra”, mentre il Movimento 5 stelle suggerisce di adibirlo “ad aula scolastica nei Comuni terremotati”. L’assessore al Bilancio Daniele Marchi interviene a precisare che “non e’ nostra intenzione lasciare l’aula a se stessa. Abbiamo solo risposto ad una richiesta di un altro ente che e’ il tribunale”. Quanto alla decisione di cosa fare della struttura, aggiunge Marchi “essendo tutti in scadenza di mandato ci e’ sembrato giusto lasciare ai posteri la valutazione e la decisione sulla ricollocazione sia fisica, sia della funzione di questo bene”.

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