Seconda “Giornata Mus-e”, l’immagine di un’associazione in grande in crescita foto

Cento bambini presenti in più rispetto all’anno scorso e 350, tra genitori, insegnanti, dirigenti scolastici, accompagnatori, autorità, persone interessate e alunni presenti in un’aula stracolma di entusiasmo e ammirazione

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REGGIO EMILIA – Cento bambini presenti in più rispetto all’anno scorso e 350, tra genitori, insegnanti, dirigenti scolastici, accompagnatori, autorità, persone interessate e alunni presenti in un’aula stracolma di entusiasmo e ammirazione.  Al di là dei freddi numeri, la seconda Giornata Mus-e, svoltasi venerdì scorso presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia, a Reggio, ha lasciato in tutti i presenti l’idea di un’associazione che sta crescendo. I cui progetti, che ogni anno si stanno ampliando, abbracciando ulteriori campi dell’importante relazione tra educazione e arte (in senso lato), stanno formando le coscienze di un numero sempre maggiore di bambini.

“Facciamo cose di nicchia, ma di altissima qualità”, ama ripetere il presidente di Mus-e Reggio Emilia, l’avvocato Ferdinando Del Sante. Questa nicchia si sta espandendo. La crescita è tangibile. La si può notare.

“Noi siamo costruttori di ponti – ha detto Del Sante nel suo discorso introduttivo – di nome e di fatto. Tant’è che Mus-e Italia quest’anno ha partecipato assieme all’Istituto Cervi all’organizzazione a Roma del Convegno Nazionale “costruttori di Ponti”, cui avevamo già partecipato, ma ora con un ruolo ancora più importanti. I ponti uniscono le persone. Devono unire le coscienze. Dobbiamo essere aperti, e in questa comunità, lo siamo sul serio. Ciascuno all’interno del proprio ambito. Da sempre, crediamo in ciò che unisce e che permette di superare le differenze. Sono valori fondanti della nostra associazione e della nostra attività”.

La giornata
E’ stata l’Orchestra Collodi, uno dei fiori all’occhiello di Mus-e Reggio, a dare il là alla Giornata Mus-e con un’applauditissima performance sotto la direzione di Olivia Santucci. In seguito, l’avvocato Del Sante ha preso la parola ed ha fatto, giustamente, gli onori di casa, salutando e ringraziando le autorità presenti, i dirigenti scolastici, le insegnanti delle scuole con cui Mus-e Reggio collabora, nonché gli amici di Mus-e che non hanno voluto far mancare la loro presenza in quello che è stato il vero e proprio culmine dell’attività dell’associazione nell’anno scolastico 2018-2019.

Del Sante ha poi illustrato quelli che sono stati i progetti di Mus-e nell’annata: “Vorrei partire da questo concetto, per noi fondamentale: sono i bambini stessi che con la loro presenza ci mandano un messaggio di ottimismo e di fiducia per un futuro migliore. Con il loro comportamento dimostrano di saper vivere quei valori che gli adulti troppo spesso dimenticano. Vogliamo ricordare, a conclusione di questo anno, i momenti più significativi del nostro lavoro e presentare pubblicamente alcuni dei laboratori e dei progetti incentrati su arti visive, danza, musica e teatro che hanno coinvolto cinque scuole, diciotto classi, un’orchestra, circa 380 alunni, 13 artisti, e 27 laboratori”.

“Il progetto Mus-e portando l’arte nelle scuole come strumento per abbattere le barriere e le difficoltà di comprensione – ha spiegato Del Sante – mette in relazione l’aspetto artistico, quello pedagogico e quello sociale come motivo primario della sua stessa esistenza. L’obiettivo è quello di far sì che i bambini possano vivere in pace, in armonia, al di là delle culture di provenienza diverse, delle etnie e delle disabilità”.

“Nel nostro progetto gli insegnanti danno un contributo fondamentale ai laboratori, partecipandovi attivamente, arricchendo, e arricchendosi, attraverso queste attività. Mus-e è un progetto completamente autofinanziato. Vive e si sostenta attraverso la partecipazione di amici, fondazioni e sponsor che voglio qui ringraziare per il grande sostegno che ci concedono. Questa è l’occasione per ricordare, schematicamente, alcuni eventi che ci hanno visti protagonisti in questa annata. Innanzitutto, la presentazione del libro dedicato a Davide Benati, un grande artista, un vero amico di Mus-e Reggio Emilia, in un primo volume di una collana dedicata ai grandi progetti di Mus-e. Inoltre, non posso non citare, il protocollo d’intesa che abbiamo siglato con Palazzo Magnani che prevede la realizzazione di attività culturali ed uno scambio di competenze professionali, nonché attività di laboratorio dei bambini di Mus-e, come, appunto, la creazione del “progetto Dubuffet” con i bambini delle scuole Zibordi e Collodi come protagonisti”.

“L’obiettivo di Mus-e è quello di muoversi sul territorio locale consolidando quel progetto di “rete” intrapreso già da un po’ di tempo – spiega il presidente Del Sante – e, in questo senso, sono molto orgoglioso di annunciare l’aggiunta di alcuni laboratori a partire dal prossimo anno scolastico insieme all’associazione “Banda Rulli Frulli”, grazie al sostegno di IREN, con i loro artisti ed i loro strumenti musicali realizzati utilizzando materiale riciclato, che verranno utilizzate per laboratori di musica e danza nelle scuole. I bambini che partecipano al Progetto Mus-e potranno costruire gli strumenti stessi utilizzando il materiale riciclato. Un progetto che per noi è assolutamente straordinario e per cui voglio ringraziare il professor Luigi Grasselli, Vicepresidente di Mus-e Reggio, per essersi speso in prima persona per la sua realizzazione”.

“A conclusione del mio intervento – chiosa Del Sante – voglio ricordare che Mus-e ha come obiettivo quello di creare, attraverso l’arte, l’incontro tra tanti modi di essere in quanto linguaggio universale che abbatte le barriere alzate dalle difficoltà di comprensione, dalla paura e dalle diversità. Con questo progetto, con l’utilizzo dell’arte che consente ai bambini di esprimere compiutamente le proprie potenzialità espressive e la propria capacità di concentrazione/relazione, si apre una corsia preferenziale per lo sviluppo di una società fondata su vere basi di amicizia. Attraverso la cultura artistica che Mus-e vuole promuovere, si superano i confini con le diversità in un reale accrescimento reciproco, caratterizzato dal rispetto dell’altro e dalle regole di convivenza. Mus-e utilizza tutte le forme di espressione artistica, in particolare la musica, che Yahudi Menuhin, fondatore di Mus-e, pensava essere lo strumento per vincere il male”.

A seguire ha preso la parola il presidente di Palazzo Magnani Davide Zanichelli che ha voluto anche lui dare il suo punto di vista sul Protocollo d’Intesa con Mus-e Reggio Emilia: “E’ un inizio di un rapporto con Mus-e che ha avuto come spunto l’ultima mostra presentata a Palazzo Magnani su Jean Dubuffet. Questa è stata la prima di tante iniziative che porteremo avanti, anche con Mus-e e con tutta una serie di associazioni che si occupano di scuola, di didattica, di arte, non solo visiva. Perché, pur essendo l’arte visiva il cuore della nostra attività, vogliamo contaminarla anche con tutte le altre arti. Noi, come Fondazione Palazzo Magnani, siamo profondamente convinti della bontà di tutte le collaborazioni con associazioni e scuole del nostro territorio che mettano l’arte e l’educazione al centro della loro attività”.

L’assessore del Comune di Reggio Emilia, Serena Foracchia non ha mancato di portare il saluto dell’Amministrazione cittadina, augurando a Mus-e: “Che l’arte diventi strumento di vera integrazione, da e all’interno della scuola. Partire dalla scuola per raggiungere tutte le istituzioni di diversi livelli della comunità per favorire un vero processo inclusivo. L’arte è elemento che porta incontro e quindi Mus-e è l’arte per la relazione, attenta, veritiera, costruttiva, che punta all’integrazione tra le persone”.

A chiusura degli interventi istituzionali è intervenuta Ilenia Malavasi, in qualità di vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia, che riconosce a Mus-e l’impegno: “E la ricchezza di un progetto davvero qualificante per le nostre scuole e per l’intero territorio reggiano. In Mus-e si ritrova questa capacità di lavorare in sinergia ed in modo davvero qualitativo tra associazioni, privati, istituzioni anche attraverso l’utilizzo di linguaggi nuovi, per accogliere le differenze nelle nostre scuole con la lingua universale dell’arte. Un modo intelligente per continuare a costruire la nostra comunità”.

Terminati gli interventi è iniziata la parte dedicata ai bambini ed alle scuole. Il cuore pulsante della “Giornata Mus-e”. Ad esibirsi per primi, dopo l’overture dell’orchestra Collodi, è stato il coro e le danze della Scuola Morante, con le classi Terze e Quinte. Si sono esibiti cantando quattro pezzi strappando applausi convinti da parte di tutta la platea.

A seguire è stato il momento dei cartoni animati. Che anche quest’anno, dopo quelli dell’anno scorso, si sono riconfermati come un momento che ha suscitato grande ammirazione e stupore da parte di tutti i bambini presenti, di coloro che hanno contribuito al disegno degli stessi – le classi terze della Scuola Primaria Carducci – nonché di tutti gli adulti. Anche quest’anno, il progetto è stato curato, con la consueta creatività ed umanità, da Gian Domenico Silvestrone. Due sono stati i “racconti”… animati: “Il Piccolo Principe” e “La Gabbianella e il Gatto”.

Oh Sunghe, artista coreana che collabora con Mus-e Reggio da anni, ha preso poi la parola per raccontare come si è sviluppato il “progetto Dubuffet” in collaborazione con Palazzo Magnani. Le tecniche di pittura e del lavoro sulle materie utilizzate e gli spunti didattico/pedagogici, oltre che artistici, che ne sono scaturiti.

Infine, la giornata si è conclusa con l’intervento della professoressa Elisabetta Benassi, coordinatrice didattica di Mus-e Reggio Emilia, che ha illustrato con dovizia di particolari il progetto che, per la prima volta, ha voluto accomunare Mus-e Reggio Emilia e la comunità cinese, in particolare con i bambini cinesi frequentanti la scuola Carducci. Il tutto attraverso un laboratorio di teatro in cui è stato rivisitato/rappresentato il “Mago di Oz” sotto la sapiente direzione di Francesca Bianchi.

La professoressa Benassi ha raccontato il percorso, non privo di difficoltà, di questo progetto sottolineandone, appunto, le problematiche affrontate ma apprezzando in modo sincero e profondo il risultato finale e l’importante esperienza formativa sia per i bambini che per gli insegnanti e artisti. Con, in fondo, un fine assolutamente nobile e determinante: quello di contribuire, per quanto nelle possibilità di Mus-e Reggio Emilia, alla diminuzione della percentuale di abbandono scolastico dei bambini appartenenti alla comunità cinese presente a Reggio Emilia in età scolare.

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